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Anna Gardu, la pasticciera di Oliena che ricama i dolci

di | 2020-01-26T10:53:42+01:00 26-1-2020 0:35|Attualità, Enogastronomia, Sezione 5|3 Comments

OLIENA (Nuoro) –  Ad Oliena c’è una pasticciera di quarta generazione, Anna Gardu, che porta avanti un’antica tecnica familiare di decorazione dei dolci: se fosse stata un’orafa avrebbe cesellato tra i più bei gioielli del nostro paese. È ritenuta la regina della pasta di mandorle e ha la magia nelle mani delicate, tanto da creare capolavori di inestimabile fattura.

La pasticciera Anna Gardu

Anna Gardu porta avanti con orgoglio l’arte dolciaria esistente da quattro generazioni nella sua famiglia. Il tutto ha avuto inizio con un suo prozio, Nicola Colli, che nel 1890 per la prima volta inserì i decori nei dolci tipici sardi. Anna è cresciuta tra le mandorle appena tostate, il profumo degli amaretti o dei biscotti friabili e questo ha sicuramente condizionato il suo destino. Ma se non fosse stata dotata della sua lodevole capacità di creare vere e proprie opere d’arte, il luogo di nascita e la bottega dove era solita trascorrere le sue giornate non sarebbe valso a nulla. Fin da piccola ha giocato con la pasta di mandorla, ha imparato a lavorarla, ma ben presto ha capito che doveva andare oltre, osare qualcosa di innovativo, e così è stato.

Lavorando la farina, lo zucchero, l’acqua e le mandorle sono nati gli oggetti in filigrana, i bottoni sardi, le pavoncelle, i grembiuli, gli scialli e le maschere, i piccoli cuori con un interno morbido e dolce ricoperto di glassa finemente decorata con perle e fili d’oro e d’argento commestibili. Tra le splendide creazioni di Anna Gardu non può certo mancare un tipico dolce del suo paese, Oliena: è il gâteaux, dolce croccante di mandorle al profumo di limone citato persino nei romanzi di Grazia Deledda, lavorato anche in composizioni monumentali tali da essere considerati capolavori d’arte, che l’artista pasticciera presenta sotto campane di vetro. I più golosi apprezzano anche “Sa timballa”, un dolce tipico degli sposi, un croccante castello di pasta di mandorle riccamente decorato.

Anna Gardu colleziona premi, partecipazioni e apprezzamenti. Ha esposto a Nuoro, dove una sua particolare Via Crucis, tutta realizzata in dolcissimo gâteaux, abbellisce la Chiesetta della Solitudine, luogo di sepoltura del Premio Nobel Grazia Deledda, ai piedi del Monte Ortobene. Ha esposto anche a Castellabate, Valenza Po e a Parigi. L’arte dolciaria di Anna Gardu è stata apprezzata persino da Vittorio Sgarbi che le ha proposto di esporre i suoi capolavori all’Expo di Milano dove è comparsa come l’unico artista vivente fra i grandi sardi posti in mostra. Ma la sua fama è andata ben oltre arrivando persino in Giappone dove ha esposto i suoi dolci all’International Hokuriku Kogei Summit.

La pasticciera avrebbe tanto voluto dedicarsi alla scultura con la creta, perciò quando si è accorta che la pasta di mandorle poteva essere facilmente lavorata e plasmata si è buttata a capofitto in tale impresa e da quel momento non ha più smesso. La difficoltà comunque non è nel generare il dolce quanto piuttosto nel decorarlo. La vera arte sta proprio nel miniare, cesellare, decorare con fondente, pasta di zucchero, glassa e tutto ciò che può arricchire e impreziosire il dolce come fosse un merletto o un monile prezioso. Riproponendo e rivisitando le forme della tradizione, Anna Gardu, maestra pasticciera, crea pizzi, trine, filigrana e tessuti con lo zucchero e la mandorla. La tecnica è quella della glassa o ghiaccia reale che da tempo immemorabile è utilizzata in Sardegna per lasciare sui dolci l’ombreggiatura delicata dell’intreccio di un filo di cotone.

Oggi Anna ha creato una sua personale linea di dolci denominata Hòro (dalla parola Cuore nella variante linguistica del centro Sardegna). La riflessione imposta dai suoi lavori va tuttavia oltre la bellezza applicata al cibo, e si sofferma anche sulla biodiversità, sulla necessità di rivalutare l’artigianato, i saperi e sapori del territorio e un’economia, sempre più spenta e disumanizzata, che ponga nuovamente al centro l’essere umano, i ritmi stagionali e il consumo responsabile. Anna Gardu ha portato Oliena nel mondo e il mondo a Oliena, tenendo saldi nei suoi dolci i ricordi di bambina, quando, nella pasticceria di famiglia, ogni senso era stimolato: il croccare dei gusci, la tenerezza della mandorla pelata, l’aroma dei limoni del giardino e, infine, il romanticismo delle decorazioni e la bontà di un prodotto antico.

“I miei dolci non nascono per caso – spiega l’artista – pasticciera – ma sono frutto dei frutti di questa terra, dei ricordi di infanzia, di ciò che ho appreso da mia madre Angelina, che a sua volta imparò da mia nonna Nunziata, che apprese l’arte dai miei bisnonni Nicola e Maria. E’ una storia d’amore che dura generazioni”.

Virginia Mariane

3 Commenti

  1. Teresa Maria Antelmi 3 febbraio 2020 at 6:52 - Reply

    Non ci sono parole,, questi capolavori trasmettono sensazioni bellissime , a parte l’arte , mi arrivano al cuore dolcezza, tenerezza, bellezza , si vede e si sente che é fatto con amore. Dio ti benedica Anna Tardi ❤️

  2. Carla PAsca 1 marzo 2020 at 16:17 - Reply

    Meraviglia……!!!! Veri capolavori , veramente un’ Artista che inventa una nuova veste per la Pasticceria !!!Vorrei poterli vedere dal vivo questi stupendi, emozionanti dolci ..possibilmente avere un’ indirizzo dove trovarli… Grazie

  3. Monica Cosmai 1 marzo 2020 at 21:55 - Reply

    Signora, ha un talento impressonante ed una squisita sensibilità vorrei sapere se può spedire in Italia e cosa proporrebbe per la prossima Pasqua.
    Grazie

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