//TRA RECITAZIONE, SCRITTURA E DANZA: INTERVISTA A MARIA SOFIA PALMIERI

TRA RECITAZIONE, SCRITTURA E DANZA: INTERVISTA A MARIA SOFIA PALMIERI

di | 2025-02-21T20:12:09+01:00 21-2-2025 20:11|Alboscuole|0 Commenti
Intervista degli alunni del laboratorio del progetto “A Scuola di Giornalismo”// Istituto “Martin Luther King” di Caltanissetta guidato dalla preside prof.ssa Daniela Rizzotto// Referente del progetto “A Scuola di Giornalismo” il docente Salvatore Siina// Caltanissetta, venerdì 21 febbraio 2025 // Incontriamo la nostra attrice e autrice Maria Sofia Palmieri, in modalità telematica. Il maestro Salvatore ci presenta questa artista a tutto tondo, la mette subito a suo agio e inizia subito la magia. Noi alunni corsisti della redazione del laboratorio “A Scuola di Giornalismo” le porgiamo i nostri saluti, siamo emozionati e abbiamo tanta voglia di conoscerla. La settimana scorsa abbiamo letto una sintesi del suo ultimo libro “La ballerina senza memoria” e subito ci siamo lasciati trasportare da questo romanzo affascinante, un vero proprio viaggio tra realtà e fantasia. Maria Sofia scrive per la casa editrice AG Book Publishing di Roma. Per l’autrice abbiamo preparato questa intervista, anche per soddisfare le nostre curiosità. Ecco, di seguito, le domande a lei rivolte:  
  • Chi è Maria Sofia Palmieri? (Matteo Scandurra)
  • Sono in primis un’attrice, la mia formazione professionale e Accademia è quella di attrice, e da qualche anno faccio anche regie di alcuni miei spettacoli. Inoltre ballo, scrivo libri. E sono laureata in Psicologia. Al momento mi sto specializzando in Psicologia dell’Emergenza.
 
  • Che differenza c’è tra il libro “La notte Bianca” e “La ballerina senza memoria”? Il secondo è la continua del primo? (Nicole Tumminaro)
  • Sì. Il secondo, a differenza del primo che è un racconto lungo, è un vero e proprio romanzo. Ma la protagonista è sempre Bianca.
 
  • Cosa c’è di Bianca di “La ballerina senza memoria” in Maria Sofia? Lei preferisce la scrittura o la recitazione a teatro? (Aaron Russo)
  • Io preferisco sicuramente recitare in quanto è la mia prima forma d’espressione. Essendo in primis attrice, in molti testi che scrivo, anche per il teatro, li faccio prima nascere da un’improvvisazione fisica, e solo dopo diventano testo. C’è sicuramente qualcosa di me in Bianca, in tutto quello che scriviamo parliamo sempre un po’ di noi.
 
  • Nel suo ultimo libro si parla di dislessia e della difficoltà che Bianca incontra nel ricordare i passi di danza. Come può superare una ballerina questo problema? (Maia Matraxia)
  • Con tantissima pratica, autodisciplina e ripetizione. Io stessa, che ballo, per molto tempo, ho avuto problemi di memoria, non ricordavo i passi, le sequenze, gli esercizi. Ma non ho mai mollato. Non ho mai mollato finché i miei gesti sono diventati automatici.
 
  • Gli anelli della Conoscenza e dell’Amore danno un aiutopsicologico alla protagonista. Nel momento più brutto viene fuori il suo spirito di resilienza, a Lei è capitato qualcosa di simile? (Michele Festino)
  • Sí ho dovuto affrontare anche io dei traumi che mi hanno reso fragile. Ma come diceva Albert Camus “Nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’incredibile estate.”
 
  • Che messaggio ci vuole dare Bianca? (Gabriele Montante)
  • Che siamo tutti La ballerina senza memoria. In qualche modo. Tutti abbiamo qualcosa che ci ostacola. E molto spesso, è qualcosa che proviene proprio da dentro di noi, e non dall’esterno. Però, si può diventare ciò che si vuole, nonostante tutto. E questo è il messaggio che io vi voglio assolutamente dare. Scegliete qualcosa e diventate eccellenti in quello. Nonostante tutto.
 
  • Il ruolo di Fata Luna è stato fondamentale per Bianca? (Giorgia Salemi)
  • Il ruolo di Fataluna è stato fondamentale sí. Io l’ho pensato, ovviamente scritto, e fortemente voluto. Tutti quanti noi dovremmo avere una Fataluna nelle nostre vite. Una sorta di Coach che ci sprona e ci infonde coraggio. Perché le cose acquistano ancora più valore dopo, se le facciamo quando ci fanno paura.
 
  • La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere? Diceva qualcuno. Qual è il suo pensiero? (Salomè Tripoli/Gabriele Montante)
  • Non amo moltissimo la parola sogni. Io preferisco di gran lunga chiamarli obbiettivi. I sogni sono belli la notte, di giorno voglio vivere e raggiungere i miei obbiettivi.
 
  • Nel racconto si passa da situazioni realistiche a situazioni fantastiche. Nella realtà si può vivere di sogni? (Mattia Scandurra)
  • Affinché questo sia possibile è necessario che i sogni si tramutino in obbiettivi reali e concreti. Ma bisogna sempre aggiungere un pizzico di fiaba alla propria vita.
 
  • Le piace fare teatro? (Nicole Tumminaro)
  • Ebbè sí tantissimo. E più lo faccio, più lo voglio fare devo dire. Mi innamoro ogni giorno di più.
 
  • Di cosa tratta il soggetto di “I love you Maria”, da Lei scritto? (Aaron Russo)
  • È ambientato a New York. E l’ho girato proprio lí. Per me è stata una grande e trasformativa esperienza lavorativa e umana. Parla di una coppia di giovani, americano lui, italo americana lei, molto in carriera. La ragazza, Sofia, che sarei io, scopre di essere incinta di una bambina con Sindrome di Down, è un brutto shock per entrambi. E vediamo come una coppia può va ilare davanti ad una sfida di vita e di coppia, così sfidante.
 
  • Come attrice Le piace di più fare televisione o cinema? (Maia Matraxia)
  • Il mezzo è sempre quello della camera. Che ha un suo respiro, ed una sua dinamica. Spesso nel cinema, si dà più spazio ad inquadrature, anche più sperimentali e all’estro creativo del regista, anche per quanto riguarda gli spazi interpretativi dell’attore. In Tv invece, le inquadrature sono sempre molto standard, ed i ritmi sono più veloci e più incalzanti. Mi piace lavorare in entrambi, in quanto c’è sempre possibilità di recitare e di lavorare bene, se lo si vuole.
 
  • Lei è anche psicologa, cos’è la danzaterapia? (Michele Festino)
  • La psicologia applicata alla Terapia, ormai ha differenti forme anche non più convenzionali, e alternative. Diciamo, che ho semplicemente fuso i miei background, quella della recitazione de della danza, con la Psicologia. E la Dance-Therapy, altro non è che applicare la danza, alla psicologia ed usare il movimento e la musica come forma liberatoria.
 
  • Il libro che vorrebbe scrivere e ancora non ha scritto. (Gabriele Montante)
  • Una fiaba ambientata in Giappone. Nei boschi innevati giapponesi.
 
  • Quale libro non suo ama di più? (Giorgia Salemi)
  • Il giovane Holden di J.D. Salinger.
 
  • Che emozioni prova nel recitare? (Salomè Tripoli/Michele Festino)
  • Dipende da quello che sto recitando. Generalmente prendo tutto quello che vivo nella mia vita, anche piccolissime cose, e le translo nella recitazione. E forse questo è un po’ il compito dell’artista. ///
  Alle domande programmate sono seguite delle domande estemporanee a cui la nostra intervistata ha risposto con serenità e immediatezza. La sua simpatia e la sua disponibilità ci ha sorpresi positivamente. Un momento emozionante è avvenuto a fine intervista quando Maria Sofia ha recitato un monologo tratto proprio dal suo ultimo libro “La Ballerina senza memoria”, si è trattato di una performance toccante ed emozionante. L’autrice ha mostrato tutta la sua bravura nel campo della recitazione. Ci ha rivelato che da questo romanzo verrà estratta una riduzione, per una pièce teatrale che andrà in scena a breve. A fine incontro abbiamo ringraziato la nostra ospite con un applauso spontaneo e pieno di ammirazione.