dalla Redazione del TGTassoNews – Era il 6 aprile 1968 quando Syd Barrett esce ufficialmente dai Pink Floyd. I suoi rapporti con gli altri membri sono labili e compromessi, così come la sua salute mentale.
Dopo essere uscito dalla band, Barrett si butta in una breve carriera solista, ma ben presto abbandona le scene definitivamente e, fino alla morte, avvenuta nell’anonimato e nell’indifferenza al mondo esterno nel 2006, lo storico fondatore dei Pink Floyd si dedica alla pittura e al giardinaggio. Le sue uscite e le apparizioni in pubblico sempre più sporadiche alimentano un mito che ancora oggi vive e si arricchisce di storie e aneddoti.
Ma chi era Syd Barrett?
La risposta più ovvia è che è stato il fondatore e leader dei Pink Floyd, cantante, chitarrista ed autore dei singoli che li hanno fatti conoscere e del loro primo album “The Piper at the Gates of Dawn”, il disco che ha proiettato la band alle vette del successo commerciale e di critica, influenzando, con un nuovo genere psichedelico di matrice britannica, musicisti emergenti che avrebbero scritto pagine fondamentali della musica rock pop come David Bowie, Jimmy Page, Brian Eno, artisti che hanno dichiarato di dovere tanto al genio di Cambridge che all’età di 14 anni da autentico autodidatta imbracciò la sua prima chitarra esplorando nuovi modi di concepire la musica bianca partendo dalle immancabili radici blues.
Su di lui sono state scritte numerose biografie.
Cosa emerge in queste biografie? Che Syd Barrett, ad un certo punto è stato allontanato dagli altri membri della sua band per l’ingestibilità dovuta all’uso di LSD che lo aveva portato ad una condizione di follia senza via di ritorno e che era dotato di un promettente talento per la pittura, che è stata sua compagna per tutta la vita, anche dopo il suo addio alla musica.
Spesso, e in modo superficiale potremmo aggiungere, Syd Barrett viene raccontato come un ragazzo ridottosi allo stato vegetale dopo il crollo psicologico attribuibile all’abuso di sostanze psicotrope, ad un precoce depauperamento creativo e alla marginalizzazione decretata dallo show business.
Ma Barrett è tanta altra roba! L’influenza esercitata da Barrett sui primi Pink Floyd fu enorme: oltre ad aver ideato il nome della band, egli continuò ad aleggiare sopra il gruppo come una sorta di fantasma anche dopo la sua fuoriuscita. Brani dei Pink Floyd quali Brain Damage e, soprattutto, Wish You Were Here, e Shine On You Crazy Diamond furono composti e dedicati a lui. Il declino di Barrett ebbe inoltre profondo effetto sullo stile compositivo di Roger Waters, e il tema della malattia mentale permeò tutti gli album successivi dei Pink Floyd. Negli anni successivi al suo ritiro dalle scene, il suo culto è aumentato a dismisura, passando dallo status di semplice popstar degli anni sessanta, a vera e propria icona dell’artista psichedelico visionario e maledetto.
Infine, nei suoi due progetti solisti, Barrett diede un saggio della sua immensa capacità creativa.
Syd Barrett è un faro luminoso nel panorama musicale, un artista che ha toccato le vite di molti con la sua musica unica e il suo spirito indomabile e non possiamo che ringraziarlo per averci regalato un universo di suoni da esplorare e amare.
