//STORIE DI LEGO: DAL GIOCO AL TESTO

STORIE DI LEGO: DAL GIOCO AL TESTO

di | 2025-05-09T20:02:00+02:00 7-5-2025 9:29|Alboscuole|0 Commenti

Della classe 4D, plesso Papa Wojtyla

Perché un laboratorio di scrittura creativa con l’ausilio dei mattoncini LEGO?

Nel mondo dell’infanzia e dell’apprendimento, i mattoncini LEGO rappresentano ben più di un semplice passatempo: sono strumenti potenti che, creano un ambiente inclusivo, stimolano la creatività, il pensiero critico, lo sviluppo emotivo e sociale.

Il laboratorio “Storie di LEGO” nasce proprio da questa consapevolezza, con l’obiettivo di valorizzare il gioco come mezzo educativo e narrativo. Attraverso la costruzione di mondi, personaggi e avventure, i bambini e i ragazzi potranno esprimere se stessi, raccontare storie, affrontare sfide e imparare in modo concreto e coinvolgente. Riscoprire il valore del gioco manuale significa offrire uno spazio autentico, inclusivo per la crescita, l’immaginazione e la condivisione.

L’INSEGUIMENTO AD ALCATRAZ

Una mattina il poliziotto Jerry si svegliò e fece le solite routine mattutine. Pensò di andare in giardino per prendere un po’ d’aria e annaffiare le sue piante; a un tratto alzò gli occhi e vide delle crepe nel vetro della banca, che si trovava vicino la sua abitazione, si avvicinò per controllare meglio. Decise di entrare, vide dei soldi per terra e l’ombra di una persona scappare: era un ladro che, appena si rese conto di essere stato scoperto, si mise in fuga! Così iniziò l’inseguimento, ma, purtroppo, Jerry non riuscì a catturarlo. Ritornò a casa, dispiaciuto di non averlo preso e, siccome non aveva un braccio, indossò la sua protesi e andò nel suo bunker segreto a escogitare un piano. Il piano consisteva nel creare una trappola, mettendo i soldi accanto alla porta della banca e una corda sotto di essi. Con un ghigno soddisfatto pensò: “Non appena il ladro ci passerà sopra, il piede verrà catturato e non potrà più scappare!”. Jerry preparò tutto, dopo un’ora e mezza finalmente il ladro venne catturato e messo in prigione per 10 anni ad Alcatraz. Dopo un anno il ladro riuscì a scappare, Jerry fu avvisato, i muri della città erano tappezzati  di cartelli con la foto del fuggiasco con scritto “ Ricercato”. Dopo diverso tempo Jerry raggiunse il suo obiettivo, riuscì a prenderlo e, per punizione, lo rimandò ad Alcatraz per altri 30 anni.

Samuele, Maddalena, Lorenzo G. Ilaria, Bruno

IL FURTO NEL MAGAZZINO  ABBANDONATO

Una sera di primavera arrivò nella piazza del paese il solito gruppetto di “amici” composto da Jonh, Gabry,  Leonard ,Mia, Gres e Emily; quest’ultima aveva dato appuntamento a tutti per andar al magazzino abbandonato dove suo padre, un famoso pittore, aveva nascosto le sue opere migliori per una mostra importante. Quando Emily aprì la porta tutti rimasero estasiati nel vedere la bellezza di quelle tele, il gruppo si sparpagliò iniziando una “clandestina visita della mostra”. Dopo un’oretta  Gres chiese di andare in bagno Emily le mostrò la strada, dopo un po’ la luce si spense e si sentì un grande tonfo: il magazzino era rimasto completamente al BUIO!!  Impiegarono più di mezz’ora a  trovare il  pannello della luce e si resero conto che l’interruttore era abbassato, Emily tranquillizzò gli animi di tutti: “ Sereni, ragazzi, è soltanto scattato l’interruttore, capita spesso…questo magazzino oltre che abbandonato è anche tremendamente vecchio”. Tutti scoppiarono in una grande risata, che fu interrotta bruscamente da forte un grido. Emily si era accorta che uno dei quadri del padre non era più al suo posto: era stato rubato e, cosa più brutta, la certezza che il ladro si nascondeva proprio tra i suoi “amici”. “Ragazzi” disse Mia “ dobbiamo chiamare mio cugino, il detective Rich” e così fece. Il detective Rich, mentre beveva il suo adorato cappuccino, sentì squillare il suo cellulare, rispose, era la cugina che, allarmata, chiedeva aiuto. ”Dove stai ?!?!” chiese,  Mia gli diede le coordinate del posto. “Ok, non muovetevi e non toccate nulla, arrivo subito”, così dicendo bevve velocemente il suo cappuccino, salì in macchina e si diresse sul luogo del misfatto.  Arrivato perlustrò tutto il magazzino da cima a fondo e notò un particolare che lo fece ridacchiare compiaciuto, poi convocò tutti, ragazzi e ragazze presso l’uscita secondaria che portava a un grande giardino e li interrogò uno ad uno. La prima fu Gres, che scoppiò a piangere dicendo: “E’ vero, io mi sono allontanata, ma non ho rubato niente, lo giuro io ero andata in bagno, per favore è vero,  Emily è la mia migliore non le avrei mai fatto questo!” continuò interrogando tutti. Alla fine mostrò a tutti una latta di vernice blu rovesciata in terra e cominciò a parlare: “Durante l’interrogatorio tutti mi avete detto che, mentre eravate al buio, avete sentito un tonfo… bene, quello che lo ha generato è stata la caduta di questa latta di vernice posta accanto all’uscita di sicurezza… come potete vedere la vernice si è sparsa e il ladro scappando non se n’è reso conto”. “Guardate” interruppe Emily “Ci sono delle orme”. “Signorina, proprio così, ma non mi interrompa e mi faccia andare avanti. Bene dicevamo, ah sì, appunto il ladro non si è accorto dell’accaduto e, camminando sulla vernice ha lasciato le sue impronte, che basterà seguire per ritrovare il quadro, che, fra l’altro, visto il poco tempo avuto, può aver solo nascosto in giardino”. Così seguirono “il percorso blu” che li condusse a un cespuglio. Il detective si chinò e, in mezzo alle foglie, trovò la refurtiva ed esclamò “Bingo!!! Ecco qua il suo prezioso dipinto, mia cara signorina!” Emily questa volta rimase senza parole, Rich aggiunse: “Ora sarà facile trovare chi è il colpevole tra di voi, basterà controllare le suole delle vostre scarpe!”. A sentire questa frase Leonard scoppiò a piangere e, chiedendole perdono in una valle di lacrime, si inginocchiò davanti a Emily, con quel gesto apparvero evidenti le sue suole decisamente BLU! “Perdonami Emily” disse disperato “non ho resistito alla bellezza di quel dipinto!”. Emily lo perdonò, ma il detective Rich non lo punì con la prigione, ma con l’obbligo per un anno di lavori di pubblica utilità, così quel gesto nefasto fu trasformato in un’azione socialmente utile.

 Riccardo, Stella, Greys, Leonardo, Emma, Lorenzo B.

IL LIBRO MISTERIOSO

C’erano una volta cinque ragazzi che volevano fare una passeggiata nella foresta. A un certo punto incontrarono una strega cattiva chiamata Malefica che, invidiosa della loro gioventù e allegria, li trasformò in animali mostruosi: un topo, un serpente, un ragno, un falco e un pipistrello. Dopo averli trasformati disse loro: “ Ed ora potrete spezzare l’incantesimo solo se  riuscirete a trovare il libro magico entro l’alba, altrimenti rimarrete animali per sempre!” Così dicendo, al suono di una perfida risata, sparì in una nuvola di fumo nero. I cinque animali allora si misero in cammino alla ricerca del libro magico, perché la strega, ovviamente non aveva detto loro dove fosse. Durante il cammino incontrarono tre gatti che gli chiesero “Perché passate da queste parti? Di solito qui non passa nessuno!”. Allora Dennis, il ragno, rispose: “Stiamo cercando il libro magico, per caso l’avete visto?”. Purtroppo la risposta fu negativa, ma chiesero se potevano unirsi a loro nella ricerca, il topo rispose: “Certo ci servirebbe tanto una mano!”.  Così si misero in cammino, scortati dai nuovi amici felini, che con la loro vista e la loro agilità, rendevano sicuramente la ricerca più leggera. A un certo punto una rana molto pazza che saltava di qua e dì là, vedendoli, chiese loro, con una voce un po’ ubriaca: “Ehi ragazzi dove andate di bello?”. Allora Leila, il serpente, le rispose che stavano andando a cercare il libro misterioso”. Così lo strano animale disse “Io conosco un posto dove, secondo un’antica leggenda, potrebbe essere stato nascosto qualcosa di prezioso, magari è proprio il libro di cui parlate. Se volete ve lo mostro, ma non dobbiamo perdere tempo, perché c’è un po’ di strada da fare!”. “Grazie, amica rana, il tuo aiuto è veramente prezioso, ti seguiremo volentieri” ringraziò il falco. La rana li condusse lungo la strada che li portò a una grotta. Il pipistrello entrò per primo, a un tratto dal buio della caverna si sentì un grido di gioia: “Presto amici, sbrigatevi, penso di aver trovato il nostro tesoro”. Erano finalmente giunti dov’era stato nascosto il libro misterioso, lo lessero, proclamarono la formula e si spezzò l’incantesimo. Una grande luce illuminò la grotta e apparve il guardiano del libro che si congratulò con loro: “ Bravi ragazzi ce l’avete fatta!”. “Siamo stati fortunati perché abbiamo trovato dei nuovi amici…il nostro vero tesoro: è stato un ottimo gioco di squadra!”.

Arianna, Sofia, Caterina, Luca, Lujain

ALIENI SPAZIALI

C’erano una volta tre alieni poveri che si chiamavano Alberta, Aloex e James. Loro vivevano in una casa abbandonata nello spazio. Un giorno i tre alieni sentirono un rumore dal giardino, Aloex  disse: “Avete sentito questo forte rumore?” Alberta e James risposero: “Sì” e Alberta disse ancora: “Andiamo a controllare fuori ,che cosa sarà stato!” Uscirono e videro una strana navicella, che si era schiantata a terra e si arrabbiarono con il proprietario, che si chiamava Cosmo. James disse: “Perché hai rotto la nostra casa?’’ e Cosmo rispose scortesemente: “Perché ho fatto un incidente, ma tanto avete una casa già rovinata, a me non sembra di aver fatto un grande danno!”. I tre poveri alieni andarono su tutte le furie, ma e lasciarono solo Cosmo. I giorni passavano, mentre i tre alieni erano riusciti ad aggiustare la loro casa, Cosmo non era riuscito a risolvere il suo problema, la sua navicella continuava a non mettersi in moto, così Alberta, provando dispiacere per la sua difficoltà, invitò Aloex e James ad aiutarlo: i due senza batter ciglio accettarono.  Dopo aver chiarito, tornò la pace, divennero amici e insieme riuscirono a riparare la navicella. Cosmo era pronto a ripartire, ma aveva un’idea: “ Amici, la casa è molto malandata, perché non partite con me, potreste venire con me sulla Terra!” Alberta, Aloex e James furono stracontenti della sua proposta e accettarono. Dopo un bel viaggio, si trasferirono sulla Terra, dove vissero felici e contenti insieme!

Thomas, Gabriele, Pauleen, Federico, Gabriel