di Alessandra Mallia Milanes-Tutti, ormai, sono sicuramente venuti a conoscenza di uno degli ultimi avvenimenti mondiali che ha scosso l’
intera umanità : la morte del nostro Papa Francesco. Già da tempo Bergoglio era malato e in stato di
allettamento, e la sua morte, avvenuta il 25 aprile, non è stata perciò una sorpresa in questo senso. Al funerale del nostro pontefice erano seduti i capi di stato di tutto il mondo: a partire da
Donald Trump, il quale, proprio nella basilica di San Pietro, ha avuto una significativa conversazione con
Zelesky. Sì, proprio colui che dal 2020 governa su un paese assediato dalle bombe e dalla guerra ma che
nonostante ciò non accenna ad arrendersi dinanzi all’ ovvia superiorità della controffensiva russa e neanche
si sogna di porre fine alle atrocità di cui il popolo e i bambini pagano le spese. Che questa sia l’ occasione per
mettere un po’ di pace? Stesso Papa Francesco diceva che bisogna cogliere la morte come un’ occasione per
far sì che nasca qualcosa di bello e saper trasformare anche un evento così tragico in un tentativo di
diffondere pace. E a quanto pare l’ intento è proprio negoziare una tregua con l’ acerrimo nemico russo,
servendosi dell’ aiuto degli americani. Questo progetto potrà davvero avere i risultati sperati? Possiamo solo sperarci!
Intanto,
mercoledì 7 maggio si aprirà il Conclave per eleggere il prossimo papa. Qui i
Cardinali di tutto il mondo concorrono e si scontrano: 252 Cardinali che la pensano diversamente in tutto,
tra i cui i più conservatori che prediligono la dottrina originaria, optando per un papato fondato sulla
teologia, e più progressisti, più aperti al nuovo e più disposti all’ accoglienza verso lo straniero, e a loro volta
suddivisi in Bergogliani, coloro che hanno amato il papato di Papa Francesco e vorrebbero proseguire il suo
cammino, e chi invece intende segnare una discontuinuità . Al Conclave i Cardinali che voteranno saranno
135, i più giovani di 80 anni, e il tutto avverrà nella più assoluta segretezza, i bigliettini verranno letti e
bruciati in un’ apposita stufa situata nella Cappella Sistina, e come previsto dalla cerimonia, dal camino
fuoriuscirà una fumata nera se non sarà estratto nessun nome e fumata bianca se nei biglietti vi sarà il
nome del futuro pontefice. Attualmente, la tensione dovuta a quest’ evento, è tale da farlo somigliare a un
collegio di grandi elettori chiamati a decidere ora la linea futura del movimento. Ma questo clima di scontro
si allontana molto da quella che dovrebbe essere l’ originaria morale della Chiesa cattolica. Personalmente
credo che se vogliamo sperare in un futuro migliore per la Chiesa e per l’ umanità , occorre sottrare potere
mediatico ed economico al papato e augurarci invece un autentico ritorno all’ umiltà e alla semplicitÃ
proprie della fede cristiana.
