La mia passione è nata quando ero bambino. Mi piaceva molto capire come funzionano le regole e soprattutto risolvere i problemi delle persone. Con il tempo ho capito che fare l’avvocato, tra i tanti mestieri, era un modo per difendere gli altri e cercare di fare giustizia, e questa cosa mi è piaciuta sempre di più.
La tua famiglia ti ha aiutato e supportato in questa scelta?
Sì, la mia famiglia mi ha sempre sostenuto. mi hanno lasciato libero di scegliere il mio percorso di studi in autonomia. Devo dire che non è stato facile, ci e’ voluto del tempo e tanto impegno. loro mi hanno sempre incoraggiato e sostenuto.
Che differenza c’è tra un avvocato civilista e uno penalista?
La differenza sta nel fatto che l’avvocato civilista si occupa dei problemi tra persone, per esempio si discute su problemi economici, separazioni/divorzi tra marito e moglie, lavoro, contratti o case. Il penalista invece si occupa dei reati, cioè quando qualcuno fa qualcosa contro la legge, come rubare o fare del male a qualcuno.
Tu che tipo di avvocato eri?
Io ero un avvocato civilista, quindi mi occupavo soprattutto di aiutare le persone a risolvere problemi e litigi come ho detto prima per soldi o contratti, senza occuparmi di quelle persone che commettono reati.
Cosa provavi quando vincevi una causa?
Quando vincevo una causa ero molto felice e soddisfatto, non solo per me, ma soprattutto perché sapevo di aver aiutato una persona che si era fidata di me. Era una bella sensazione, come aver fatto qualcosa di giusto.
E quando perdevi?
Quando perdevo una causa non ero contento, ovviamente. Ci rimanevo un po’ male, ma cercavo sempre di capire cosa era andato storto per ripetere gli errori. Anche sbagliare mi ha consentito di acquisire esperienza e fare tesoro dei miei errori. Infatti, anche le sconfitte servono per imparare e diventare più bravi.
Ti capitava di essere in ansia durante i processi?
Sì, un po’ di ansia c’era sempre, soprattutto prima di iniziare a parlare davanti al giudice. Però era un’ansia “positiva”, perché non mi faceva sbagliare e così riuscivo meglio nel mio lavoro. Con il passare del tempo ho imparato a controllarla.
Fare il tuo mestiere è pericoloso?
Come ti ho detto sono un avvocato civilista e quindi non ci sono particolari pericoli nel mio lavoro. Come capita in altri mestieri L’unico pericolo è quello di sbagliare e far perdere dei soldi alle persone che hanno creduto in te.
Nei tribunali c’è scritto “La legge è uguale per tutti”: cosa significa?
Significa che tutte le persone devono essere trattate allo stesso modo davanti alla legge, senza differenze. Non importa se una persona è ricca o povera, famosa o no: le regole sono uguali per tutti.
Perché hai cambiato lavoro? E adesso di cosa ti occupi?
A un certo punto della mia vita, in particolare dopo il periodo del covid, ho deciso di cambiare perché volevo fare qualcosa di diverso e mettermi alla prova. Adesso sono un funzionario pubblico. In realtà, Il mio lavoro non è cambiato molto perché sono stato assegnato all’ufficio legale e quindi continuo a fare l’avvocato. Questa volta però difendo solo l’operato dei miei colleghi e della mia amministrazione.
Quali sono i tuoi hobbies?
Nel tempo libero mi piace giocare a calcetto con mi miei colleghi, viaggiare con la mia famiglia ed adoro giocare con le mie figlie. Sono momenti importanti perché mi aiutano a rilassarmi e a stare bene. E da quando ho cambiato lavoro riesco a farlo più spesso rispetto a prima.
Hai un motto, una frase che ti rappresenta?
Sì, una frase che mi rappresenta è: “Non arrendersi mai e dare sempre il massimo. solo facendo così non avrai mai rimpianti”
Totale Visite: 267
Condividi questo Articolo! Scegli la tua piattaforma preferita!