//Progetto “A Scuola di Giornalismo”: Intervista al vocal coach Aldo Alessi di Chloe Bontempo

Progetto “A Scuola di Giornalismo”: Intervista al vocal coach Aldo Alessi di Chloe Bontempo

di | 2026-03-30T21:52:50+02:00 30-3-2026 21:52|Alboscuole|0 Commenti
  • Chi è Aldo Alessi?
  • Sono nato nel 1982 ed è da circa 20 anni che faccio musica.
  • Perchè hai scelto di diventare vocal coach?
  • Mi è sempre piaciuto ed appassionato sapere come usare la voce non solo nel canto ma soprattutto nella vita di tutti i giorni. Credo che la mia curiosità assieme alla passione per la musica mi hanno portato ad avvicinarmi all’insegnamento.
  • Hai avuto esperienze come cantante?
  • Si certo, ho partecipato a tantissime kermesse canore, ma le tappe più importanti della mia vita sono state con Sanremo D.o.c e quando è nato il mio disco “Somnium -terre emerse e dintorni”.
  • Di solito come si svolge una tua lezione?
  • Non c’è mai uno standard, ogni lezione viene personalizzata ma, di solito, c’è una parte dedicata alla tecnica e una parte alla performance.
  • Gli esercizi di respirazione sono importanti?
  • Moltissimo, non solo il il canto, ma soprattutto respirare bene è necessario per stare bene ogni giorno.
  • Come si può cantare bene senza stancarsi?
  • Ci sono tantissime tecniche che danno la possibilità di esercitare il canto senza nessun fastidio o senza stancare il cantante ma è molto importante anche l’esercizio.
  • Qual è la parte più bella del canto?
  • Il canto fa bene al corpo e alla mente ma, soprattutto, il canto ti fa sognare e interpretare tante storie.
  • Quali sono tuoi cantanti preferiti?
  • Non ho un cantate preferito, amo moltissimo il Rock, proprio come espressione.
  • Cosa si può fare per non rovinare la voce?
  • Seguire un vocal coach.
  • Qual è il tuo sogno?
  • Come tanti che amano questa espressione artistica, in principio era quello di calcare più palchi possibili ma con l’età i sogni cambiano, oggi mi piacerebbe avvicinare più persone possibili al canto perché se ci fossero più cantanti e meno soldati sarebbe sicuramente un mondo migliore.