di Sofia Celbeqiri, Classe 2^ C. – Forse non tutti lo sanno, ma nel mezzo dell’Oceano Pacifico galleggia una vera e propria isola. Non è fatta di terra, non ci vivono persone e non ci sono animali: è fatta di plastica! Si chiama “Great Pacific Garbage Patch”, ma molti la conoscono semplicemente come Isola di plastica. Non è un’isola come quelle che immaginiamo nei film: è un’enorme massa galleggiante di spazzatura, soprattutto plastica, che si è accumulata lì nel tempo a causa delle correnti marine. Alcuni studi dicono che è più grande della Francia, forse addirittura il doppio dell’Italia. Da dove viene tutta questa plastica? – La plastica che troviamo in mare arriva da fiumi, città, spiagge, e purtroppo anche dalle nostre case. Quando buttiamo via una bottiglietta o un sacchetto di plastica in modo sbagliato, magari pensando che “tanto è solo un pezzetto”, quel pezzetto può viaggiare fino all’oceano. E una volta in mare, non sparisce: la plastica si spezza in pezzi sempre più piccoli, chiamati microplastiche, che resta lì per centinaia di anni. Ebbene queste microplastiche vengono mangiate dai pesci, dagli uccelli e dalle tartarughe, e causano gravi danni alla natura. Alcuni animali muoiono, altri soffrono. Poi alla fine, se quei pesci arrivano sulle nostre tavole, la plastica la mangiamo anche noi. – E’ una responsabilità globale anche nostra! – L’Isola di plastica è diventata un simbolo dell’inquinamento mondiale! È la prova che il modo in cui viviamo oggi non è sostenibile. Usiamo troppa plastica, soprattutto quella monouso e spesso non la smaltiamo nel modo corretto. Anche se può sembrare che il problema sia troppo grande per essere risolto, ognuno di noi può fare qualcosa! Come? – Ad esempio: usare borracce e contenitori riutilizzabili; dire no a sacchetti di plastica e cannucce; fare la raccolta differenziata con attenzione; parlare con amici e adulti per spiegare perché è importante cambiare abitudini. Per fortuna e finalmente ci sono anche dei progetti importanti, come ad esempio ‘The Ocean Cleanup’, con il quale si cerca di pulire l’Oceano con tecnologie speciali: ma non basta raccogliere la plastica dobbiamo produrne una biodegradabile e soprattutto usarne di meno. Questo è un futuro tutto da scrivere. Ritengo importante che l’Isola di plastica debba farci riflettere. Non possiamo più ignorare quello che sta succedendo ai nostri mari. Forse non possiamo risolvere tutto da soli, ma possiamo essere parte del cambiamento.
