//L’Intervista

L’Intervista

di | 2025-04-08T21:55:07+02:00 8-4-2025 21:55|Alboscuole|0 Commenti
29 gennaio, ore 16:30. Itinerario: dalla stazione ( Piazza della Visitazione) al centro di Matera ( Piazza Vittorio Veneto). C’è molta nebbia, l’aria è piuttosto fredda e noi siamo qui per raccogliere interviste tra i passanti che, a dire il vero, non sono tantissimi.  Eccoci dunque impegnati in un nuovo compito di redazione. Cominciamo con domande che mettano a  loro agio gli intervistati per poi passare a temi d’attualità più caldi. Alla prima domanda, relativa alla nostra città, il campione, costituito da persone di differente età ,sesso (e disponibilità a collaborare),  diviso in parti equivalenti sostiene per un verso che Matera ha sfruttato appieno le opportunità connesse alla designazione quale  capitale europea della cultura 2019, soprattutto in ambito turistico, e per l’altro che non è riuscita  a beneficiare sufficientemente dei vantaggi conseguiti. l’incremento del turismo, trasformandosi da turismo culturale in turismo di massa,  avrebbe comportato infatti dei costi in termini di traffico, inquinamento, caos.   Nel complesso tuttavia Matera risulterebbe una città abbastanza vivibile. Passando ai problemi da risolvere in Italia tra essi figurano, secondo gli intervistati, i trasporti, le infrastrutture, la sanità, l’immigrazione, la burocrazia. Ci sorprende che l’immigrazione di per sé e non la sua gestione venga considerata un problema e che non si faccia alcun cenno all’emigrazione, soprattutto giovanile, visto l’elevato numero di giovani lucani che si sposta in altri paesi, europei e non, in cerca di lavoro. Riguardo all’esito delle ultime elezioni americane che ha visto la netta vittoria del Presidente Donald   Trump, al suo secondo mandato, le idee sono sostenute con maggiore forza e convinzione da coloro che si mostrano critici nei confronti di questo risultato. E questo comporta altresì un no deciso alle sue prime decisioni, relative alle politiche migratorie, al ripristino della pena di morte federale, al rifiuto della politica ambientalista e al ritiro da alcune organizzazioni sovranazionali quali l’OMS. I più incerti si sono limitati ad esprimere alcune aspettative  quali quelle di una maggiore sicurezza. Le risposte sono improntate ad un certo probabilismo. In alcuni casi più che una chiara presa di posizione favorevole si tratta di risposte d’attesa. Poi ci capita un’intervista abbastanza particolare a  una docente Universitaria di Buenos Aires, che insieme a un gruppo di amici consuma uno spuntino seduta al tavolino di un bar. Parla inglese ma uno di noi, appena tornato da una esperienza di Intercultura in Costa Rica, si offre di parlare  in spagnolo con lei.  Il tempo a nostra disposizione sta terminando, bisogna tornare a scuola, in redazione, e un paio di noi devono correre per prendere il pullman che sta per passare. Per il prossimo bisognerebbe aspettare più di un’ora. Mentre Angelica e Lorena tornano a prendere gli zaini noi cerchiamo di trattenere l’autista perché le aspetti per un paio di minuti. Ci riusciamo. Loro salgono e noi torniamo a nostra volta a prendere gli zaini ma con più calma. Gli ultimi commenti con la nostra Direttrice. Alla fine cogliamo un aspetto positivo che avevamo un po’ sottovalutato.  Unanime  è stato il rifiuto della pena di morte. Lo riteniamo un buon risultato. Tanto da  ritornare  a casa abbastanza  soddisfatti e leggeri. Francamente credevamo sarebbe andata peggio. Sabrina Cappiello e Sara Iacovone