//LA STRAGE DI CRANS MONTANA

LA STRAGE DI CRANS MONTANA

di | 2026-01-17T19:55:25+01:00 17-1-2026 19:55|Alboscuole|0 Commenti
Ore 00.00 Siamo ancora stretti nell’abbraccio dei nostri parenti e abbiamo appena mandato un messaggio a tutti coloro che vorremmo avere al nostro fianco nel nuovo anno. Si respira aria di gioia, spensieratezza e serenità. I fuochi d’artificio scoppiano nel cielo e fanno per un po’ compagnia alle stelle. Ore 02.00 Torno a casa, infilo il pigiama e cado nelle braccia di morfeo convinta che sia tutto filato inaspettatamente per il verso giusto. Ore 13.00 Siamo riuniti al tavolo con nonni e zii, felici e spensierati fino a quando la leggerezza del momento è risucchiata da un vortice improvviso. Mio zio prende la parola e inizia a raccontare l’accaduto. A quanto pare, mentre la sera prima noi eravamo felici a festeggiare, c’era qualcuno che lottava per la sua stessa vita. In quel momento ho capito quanto, a volte, gli avvertimenti degli adulti non sono “inutili” come spesso li definiamo. Nel mio stomaco qualcosa si rivolta. Nel mio cuore qualcosa cambia. Nel mio animo arriva la consapevolezza. Nelle orecchie sento le urla strazianti di chi viene risucchiato dal fuoco. Riesco a sentire le lacrime fredde e salate di amici che si rendono conto di non essere al completo. Riesco a sentire tutto. Questo perché è qualcosa che ci riguarda tutti. Tra quei ragazzi mangiati dal fuoco ci potevano essere i miei migliori amici… o potevo esserci io. La voce di tutti mi arriva ovattata alle orecchie fino a quando un’improvvisa curiosità mi fa sorgere un dubbio: “ma com’è possibile che sia successo tutto ciò? Di solito nei locali per legge ci devono essere uscite secondarie per permettere a tutti di evacuare l’edificio in sicurezza”. Il nonno risponde dopo brevissimi istanti di silenzio. “Vedi, tesoro, a volte non siete solo voi ragazzi ad infrangere le regole e a prendere decisioni sciocche. A volte sono gli adulti stessi, sono proprio coloro che cercano sempre di proteggervi che fanno le scelte sbagliate”. Capisco subito ciò che mio nonno vuole intendere e sento la rabbia diventare sempre più opprimente. “Si dice che i volti dei ragazzi defunti non siano ancora stati identificati” dice mio zio. A fine pranzo, mi alzo da tavola e mi chiudo in camera, dove faccio le mie ricerche. Vedo i volti di genitori disperati e nei loro occhi intravedo il rimpianto di aver mandato i loro figli ad una festa. Vedo una madre disperata che manda appelli cercando di capire se potrà riabbracciare suo figlio. Vedo padri che cercano di restare forti ma che sono palesemente terrorizzati. Poi vedo un post dove si conferma che il luogo dello svolgimento della festa non era a norma e una sensazione di nausea mi assale quando leggo che il proprietario del bar si è preoccupato solo ed esclusivamente di salvare i propri guadagni. Poi mi si scalda il cuore leggendo di un ragazzo che si è gettato tra le fiamme per salvare la fidanzata oppure del buttafuori che, pur di salvare la vita di ragazzini innocenti, ha sacrificato la sua. Vorrei mandare un messaggio agli adulti, che giudicano i ragazzi vittime della strage come incoscienti. Siete sempre stati i primi a dirci di essere prudenti. Di non frequentare certe zone, di non tornare oltre un certo orario e tante altre raccomandazioni. Ma in questa situazione gli incoscienti, gli irresponsabili sono stati proprio gli adulti! Avidi di denaro, prodighi nel risparmiare sulla sicurezza!  Per colpa loro, quei ragazzi non potranno più studiare, non potranno più praticare sport, non potranno più uscire con gli amici e non potranno più innamorarsi. È questo per cosa? Per qualche spicciolo in più? Sono sconvolta. Un abbraccio caloroso ai nostri angeli, alle loro famiglie e a chi sta combattendo per salvarsi.

Pavone Maria Sofia

classe 2^A