//La storia di don Tonino Bello, un vescovo che presto diventerà santo.

La storia di don Tonino Bello, un vescovo che presto diventerà santo.

di | 2018-06-11T11:57:33+02:00 9-6-2018 18:16|Alboscuole|1 Comment
di DANILO LOGOLUSO e SALVATORE IMPAGLIATELLI (IIIª B) – Il giorno 6 aprile con i nostri amici e i professori della Scuola Media siamo andati a vedere una rappresentazione teatrale all’Auditorium Comunale dal titolo “Croce e fisarmonica … se passi da casa mia: fermati!”. Si tratta di uno spettacolo che racconta la vita e la storia di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta che nato ad Alessano (LE) nel 1953, è morto all’età di 58 anni, a causa di un brutto male. I nostri insegnanti ci hanno raccontato la vita di questa persona. Molto umile, questo uomo di Dio ha proclamato il Vangelo e lo ha messo in pratica: invece di abitare da solo in Episcopio (così si chiama la casa dove abita il vescovo) ha ospitato alcune famiglie povere che erano state costrette a lasciare le loro case perché non riuscivano a pagare le bollette e l’affitto. Nel 1992, quando nell’ex Jugoslavia (che era una nazione che si trovava quasi di fronte alla Puglia, dopo il Mar Adriatico) dove si è svolta una terribile e sanguinosa guerra, lui e alcuni giovani del movimento pacifista “Pax Christi” è andato lì per chiedere gran voce che si finisse la guerra. Sul palcoscenico si sono esibiti due attori Enrico Messina e Mirko Lodedo, i quali ci hanno raccontato in modo simpatico e senza farci stancare, la vita di don Tonino, accompagnati dal suono della fisarmonica. Di come da piccolo giocava come tutti i bambini, di quando divenne sacerdote a Tricase (LE) e poi divenne vescovo di Molfetta, fino al giorno della sua morte, quando dalla Puglia ma anche da altre parti d’Italia vennero molte persone a piangerlo. Tra l’altro questo spettacolo cade in momento particolare: infatti, il 20 aprile ricorrerà il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello e per questo appuntamento si prevede la visita di Papa Francesco a Molfetta e ad Alessano. Infine, vogliamo ricordare che proprio perché è stato tanto buono e si è sempre occupato degli ultimi, è stato chiesto al Papa di proclamarlo santo, ma prima bisogna aspettare il processo. Una bella figura quella di don Tonino! Speriamo che ci siano tanti esempi come lui.

One Comment

  1. Susanna Califano 13 giugno 2018 at 21:29 - Reply

    bellissimo articolo!

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