//La Start Up “Tuidi” riduce lo spreco alimentare.

La Start Up “Tuidi” riduce lo spreco alimentare.

di | 2026-05-20T15:25:31+02:00 20-5-2026 15:16|Alboscuole|0 Commenti
Riflettendo sullo spreco alimentare, dopo aver letto in Archivio, dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, un articolo di Gianni Francesco Colapinto (13/08/’22 – pag. 34),  il 21 aprile ‘26 la redazione del “Giornalino della Parini” ha incontrato il dr. Vincenzo Morelli, ex alunno della “Parini”, creatore e cofondatore della start up “Tuidi”. Cosa ricorda della sua esperienza alla “Parini”? È stato un periodo molto importante. Ricordo in particolare la prof.ssa Clelia Grossi, docente di Matematica. Avevo compagni di classe tutti molto diversi tra loro, con interessi diversi. Alle medie cominci a capire chi sei e quale può essere il tuo futuro. (Nicholas) Che studi ha fatto? Liceo scientifico e Informatica, ma anche Data Science  e Management. (Christian) Come si è innamorato dell’Informatica? Facendo orientamento, in un Istituto superiore; ma ho sempre studiato perché volevo fare ciò che faccio ora: analizzare problemi, trovare soluzioni, programmare. Ho cominciato molto presto a sviluppare software. (Sofia R.) Perché la sua impresa si chiama “Tuidi”? I sistemi di Intelligenza Artificiale devono avere un codice, un nome per segnalare calcoli corretti o errori. La prima “funzione di errore” che il nostro sistema registrava ci ha dato il nome “Tuidi”. (Ilaria) In cosa consiste il suo lavoro? Facciamo previsioni di vendita per i supermercati. Ho avuto un’idea e ho cercato di creare un’attività che potesse piacere a tante persone. Oggi ho già una quarantina di collaboratori. (Francesca) Come è nata l’idea di creare questa attività? Durante il Covid. Avevo 24 anni e vivevo in Francia. I supermercati si svuotavano, tutti facevano provviste. In particolare (e la cosa vi farà sorridere) spariva la carta igienica: se ne usa ancor di più nei paesi, come la Francia, in cui non c’è il bidet… Allora mi sono detto: perché alcuni scaffali restano sempre vuoti? Non si possono prevedere le vendite, in modo da rifornirli per tempo? Così ho cominciano a sviluppare questa idea di pianificazione, usando la programmazione. (Sabrina) Lei ha mai sbagliato? È successo. Una volta, dopo un giorno di ferie, ho sbagliato una previsione di vendita. Il giorno dopo, in un supermercato di Bari, sono arrivati 400 kg. di angurie. Immaginate il titolare… (Sofia R.) La sua Start Up, invece, di solito riduce gli sprechi.  Certo! Pensate che nei supermercati vanno sprecati 200/300 vasetti di yogurt al mese. Su 100 prodotti acquistati, almeno 4 vanno buttati via. Con “Tuidi” si previene un danno non solo economico ma anche e soprattutto ambientale. (Christian) Quante sedi ha? Una a Putignano e un ufficio a Milano, ma ho assistenti sparsi in tutt’Italia. Ho colleghi molto bravi che lavorano in smart working. Copriamo 15 regioni su 20. (Sofia L) Qual è il prodotto più strano che ha incontrato? Direi… la farina di grilli: le vendite sono in crescita. (Nicholas) Quali sono i vantaggi dell’AI? Pensateci: secondo voi quanti articoli diversi possono essere presenti in un supermercato? 800? 1500? 3000? Ebbene… Sono circa 8000. Bisognerebbe calcolare il fabbisogno di ciascun articolo per ben 8000 volte. L’AI lo fa in circa 10 secondi, tenendo conto dei periodi, delle stagioni, delle festività; il sistema ha imparato in quali periodi si vendono più matite o più gelati o più abbronzanti. (Marco) Quali sono i rischi dell’AI? L’AI sta cambiando il mondo, perché sta cambiando la società. Anche voi ragazzi usate ChatGPT, ma le risposte che ottenete non sono sempre corrette. Fate attenzione. Occorre sempre interpretarle e verificarle. Bisogna sempre chiedersi: usando l’AI, sto smettendo di pensare? È importante non farsi “rimpiazzare” da questi sistemi. Anzitutto, i PROMPT (cioè le istruzioni da dare all’AI) devono essere precisi e dettagliati. Bisogna sempre saper scrivere molto bene. L’AI deve solo potenziare il lavoro umano: occorre usarla in maniera responsabile, facendosi supportare, NON sostituire. (Pasquale) Intervista inviata alla Gazzetta del Mezzogiorno per le attività di “Carta canta” : la sfida dell’Intelligenza artificiale.