In continuità con l’evento del 22 Novembre scorso che ha visto protagonista Don Marcello Cozzi, autore del libro “ Uno così” , il 6 marzo scorso ci siamo occupati ancora di tematiche giuridiche con importanti risvolti etici quali lo stato di diritto, la funzione rieducativa della pena, la riforma della giustizia, la giustizia riparativa, tutte di grande attualità e interesse. Abbiamo avuto il piacere di ospitare, nell’aula magna del nostro istituto l’Avv. Marisa Savino, Presidente Camera Penale di Bari, La Dott.ssa Nicoletta Siliberti, Direttore istituto penitenziario di Turi, Il Dott. Domenico Sabella Direttore Istituto penitenziario di Matera, l’Avv. Edgardo D’Orsi presidente Camera penale di Matera, il cappellano della casa circondariale di Matera, Fra GianParide Nappi, L’Avv. Fernanda Chiarelli, Presidente Inner Wheel Club di Matera, che ha anche organizzato e moderato l’incontro . Esso ha visto l’attiva partecipazione degli studenti delle classi quinte che affrontano lo studio del diritto pubblico e trattano le tematiche di cui sopra anche nella disciplina di educazione civica da qualche anno introdotta nell’offerta formativa della scuola secondaria. Stimolanti e ricchi di spunti di riflessioni i vari interventi che hanno ribadito alcuni valori e principi condivisi contenuti nella nostra Costituzione quali il principio di legalità, la tutela della dignità della persona e il ruolo di una pena che faciliti il reinserimento sociale dei detenuti nell’interesse del bene comune e della sicurezza.
L’“I-care” contenuto nella Costituzione,- ha sostenuto lo studente di 5 BSIA Gerardo Bianchini,- (espressione contrapposta al “me ne frego”) può essere interpretato come cura, attenzione e responsabilità che la Carta Costituzionale assume nei confronti dei cittadini, dei diritti fondamentali e del bene comune. La Costituzione italiana nasce con un forte senso di valorizzazione della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà come dovere di cura non solo della società nei confronti dei suoi membri ma anche di ciascun singolo individuo nei confronti degli altri. E l’art.3 sottolineando l’impegno della Repubblica nel rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’uguaglianza, dimostra una presa in carico delle fragilità sociali.” La cura diventa quindi, secondo lo studente, elemento necessario dello stato democratico, stato giusto che riconosce i diritti fondamentali dell’uomo, stato forte che non ha bisogno di infondere paura nei suoi cittadini. Uno stato democratico non si può definire tale se infligge pene contrarie al senso di umanità, pene che non assolvono la loro funzione così come esplicitata dall’art.27, se non rispetta la dignità dei propri cittadini, se umilia i detenuti e non fornisce loro occasioni di riscatto e reinserimento sociale. Le condizioni delle carceri sono quindi una cartina al tornasole del grado di democraticità di uno stato.
La necessità di una dimensione umana attraverso programmi che facilitino il lavoro in carcere o anche fuori e il reinserimento sociale dei detenuti scongiurando in buona parte il rischio di recidiva per il bene comune e la sicurezza sociale, è stata ribadita dalla dott.ssa Siliberti che dirige attualmente il carcere di Turi ed è vicedirettrice di quello di Taranto. Ella non nega le enormi difficoltà esistenti a causa di diverse problematiche quali il sovraffollamento e la carenza di personale ma afferma altresì che ad esse si fa fronte con spirito di sacrificio, dedizione, attenzione, cura appunto. Molto attenta alle attività di risocializzazione rivolte ai detenuti del carcere di Turi, la dott.ssa Nicoletta Siliberti, che lo dirige dalla fine del 2023, ha accettato con entusiasmo la proposta dell’Associazione “La Faldacchea di Turi” : l’avvio di un laboratorio di piccola pasticceria per il confezionamento dei famosi dolci di mandorla tipici della tradizione del paese pugliese. Il valore del progetto che non è l’unico messo in campo, sta tutto nel dare una duplice occasione di riscatto ai detenuti: una esperienza di crescita personale attraverso un’attività dignitosa nel corso della detenzione e un’occasione di reinserimento sociale nel dopo pena grazie alle abilità acquisite. D’altronde ritornare ad essere parte attiva del mondo del lavoro, è una possibilità concreta in seguito all’emanazione della legge n.193/2000 con la cosiddetta si è inteso promuovere l’avvio di attività produttive all’interno degli Istituti Penitenziari, prevedendo altresì rilevanti incentivi e sgravi fiscali per le imprese che assumono detenuti sia durante la pena che nei due anni successivi alla loro scarcerazione.
Dalla passione e dalla convinzione con le quali la giovane direttrice si esprime traspare la sua visione chiara e lucida della sua “missione”. Interessante la accurata scelta terminologica che a questa visione attiene. Di risocializzazione anzicchè rieducativa la funzione della pena, ponte levatoio tra interno ed esterno. E il carcere come angolo di democrazia e pluralismo, dove il personale in servizio è “operatore di legge” al servizio dell’esecuzione della pena. Qui, ciascuno è investito della responsabilità di aiutare il detenuto a ristabilire il legame con la comunità, a incoraggiarne l’auspicabile piena riabilitazione, senza alcuno stigma o pregiudizio». E il giovane direttore della casa circondariale di Matera, di recente nomina e proveniente del mondo della pubblica istruzione, in assoluta sintonia con la Dott.ssa Siliberti ribadisce l’importanza dell’istruzione e della formazione ai fini del reinserimento sociale ed annuncia l’avvio di un laboratorio per la panificazione e la produzione di prodotti da forno a Matera.
I Presidenti delle Camere penali di Bari e Matera, hanno spiegato la funzione del difensore nel processo penale che è quella di garantire a ciascun imputato, indipendentemente dalla gravità del reato contestatogli, il rispetto della legge e un giusto processo. Hanno altresì ribadito le problematiche obiettive attinenti alla situazione delle carceri italiane e affrontato il tema della riforma della giustizia con particolare riguardo alla separazione delle carriere dei magistrati, tema molto dibattuto riportando l’opinione delle Camere penali.
Tanti i temi dibattuti, tanti gli interventi degli studenti e dei relatori, in alcuni momenti accesa la discussione. Una mattinata molto proficua e un confronto stimolante.
Antonia Gabriella D’Uggento
