//la mia esperienza di delegato ONU delle SAMOA!!

la mia esperienza di delegato ONU delle SAMOA!!

di | 2019-05-15T18:18:15+02:00 15-5-2019 18:18|Alboscuole|0 Commenti
 
  • di Lorenzo Bucci I D
Nel mese di maggio ho partecipato al Progetto IMUN Middle School proposto dalla Scuola Maiuri ed organizzato da United Network, dal Comune di Napoli e dal Consolato Americano. IMUN significa Italian Model United Nations ed è un’esperienza che permette a noi ragazzi di entrare in contatto con il mondo della diplomazia e della politica internazionale. Il Progetto consiste infatti nel simulare una seduta dell’Assemblea Generale dell’ONU trattando argomenti di politica internazionale ed assumendo il ruolo di ambasciatori e diplomatici. Le attività che abbiamo svolto, fingendo di essere “delegati” dei vari Paesi, erano identiche a quelle dei veri diplomatici: abbiamo tenuto discorsi, preparato bozze di risoluzione, negoziato con alleati e avversari, risolto conflitti sempre seguendo le regole di procedura delle Nazioni Unite. Il tutto in lingua inglese! Per prepararci alla simulazione abbiamo partecipato a delle giornate di formazione nella Sala Pignatelli di Palazzo San Giacomo (sede del Comune di Napoli) durante le quali i tutors ci hanno parlato della storia delle Nazioni Unite, delle rigide regole di procedura, di come scrivere una risoluzione, hanno assegnato ad ognuno di noi i Paesi da rappresentare, le Committees (Commissioni) ed i topics (argomenti) e poi ci hanno fatto allenare a parlare in pubblico. Io ero uno Junior Delegate rappresentante del Paese SAMOA, la Commissione di cui facevo parte era WFP, cioè quella che si occupa del WORD FOOD PROGRAMME ed il mio argomento specifico era lo SPRECO ALIMENTARE. Dopo aver scritto il mio discorso in inglese ero finalmente pronto per partecipare ai tre giorni di simulazione: i primi due nella bellissima Sala Gemito che si trova nella Galleria Principe di Napoli e l’ultimo, per la cerimonia finale, al Teatro Acacia. Durante la giornata conclusiva che si è svolta il 15 maggio ero molto emozionato perché in teatro oltre a tutti i genitori di noi studenti c’erano moltissime persone importanti: i Consoli degli Stati Uniti, dell’Ucraina e del Nicaragua, il Vice Sindaco del Comune di Napoli e l’Assessore Alessandra Clemente; c’era un’atmosfera bellissima e festosa ed eravamo tutti vestiti in modo formale: le ragazze in tailleur ed i ragazzi in giacca e cravatta. E’ stata un’esperienza molto interessante ma anche divertente! Ho capito il funzionamento delle Nazioni Unite, ho conosciuto moltissimi ragazzi di altre scuole e grazie alla preparazione che mi hanno dato i tutors sono riuscito anche a parlare in inglese in pubblico di argomenti importanti per il nostro Pianeta! Questo è il discorso che ho fatto per la simulazione: FOOD WASTE HONOURABLE CHAIR AND FELLOW DELEGATES I AM THE DELEGATE OF SAMOA Food waste is an emerging problem with enormous environmental, economic and social implications. As a matter of fact, with the food thrown away, land, water and fertilizers are also wasted – not counting greenhouse gas emissions – which were necessary for their production and the environment was therefore polluted, exploited or altered in vain. Reducing food waste also means saving the Planet. Combating food waste and its environmental consequences is one of our missions: in many cases, simple actions by individual citizens, producers, retailers, restaurateurs and businesses are sufficient to help achieve food security and better environmental sustainability. My proposal to solve the problem is the following. We need to promote an adequate information, training and awareness campaign for correct lifestyles. The school is a concrete reality where the Project can be implemented with the active involvement of the students. Then we need to finance Projects that aim to extend the expiry date of food products, and then make them last longer, to improve and develop new packaging technologies, to create applications and digital platforms, to recover surpluses in the various phases of supply chain, above all to encourage redistribution to the poor. I think, for example, of a Project for the recovery of food surpluses that directly involves catering through the creation of a web-based solution that allows individuals in social hardship or economic vulnerability to identify restaurants where they can pick up a free meal served in trays portioned and 100% recyclable.

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