//La Filonzana: l’oscura signora del destino. Tra mito e tradizione sarda Aresu Elena 5DB Linguistico Spagnolo

La Filonzana: l’oscura signora del destino. Tra mito e tradizione sarda Aresu Elena 5DB Linguistico Spagnolo

di | 2026-06-24T09:20:37+02:00 24-6-2026 9:20|Alboscuole|0 Commenti
Nel cuore delle tradizioni popolari della Sardegna vive la Filonzana, una figura misteriosa descritta come una vecchia donna intenta a filare la lana. Non è solo un personaggio del folklore sardo, ma un simbolo profondo legato al destino umano da secoli. Secondo la leggenda, la Filonzana appare nei momenti più delicati della vita. Il filo che tesse rappresenta la vita stessa. Quando si spezza, il destino è compiuto e nulla può cambiarlo. Per questo viene spesso accostata alle Parche della mitologia classica, nonostante abbia un carattere più umano e inquietante, come una presenza improvvisa. Questa figura non vive solo nei racconti, ma anche nelle tradizioni carnevalesche. A Ottana, durante il celebre carnevale,  la maschera della Filonzana compare accanto ai Boes e ai Merdules. Rappresenta una donna anziana, vestita di nero, con in mano fuso e filo: un richiamo diretto al suo ruolo di “tessitrice del destino”. Durante la sfilata, il suo gesto di offrire da bere e poi tagliare il filo rafforza il legame con la vita e la morte. Un tempo, la sua storia veniva raccontata anche ai bambini, non solo per spaventarli, ma per insegnare il rispetto e la consapevolezza dei limiti della vita. Nonostante rappresenti una figura femminile, la sua maschera viene storicamente e tradizionalmente indossata da un uomo. Veste di nero, indossa una maschera in legno di pero selvatico e porta sempre con sé un fuso e delle forbici da tosatura. Non presenta un bell’aspetto, ma appare come una vecchia, gobba e zoppa. Durante le processioni, minaccia i passanti e le altre maschere di spezzare il filo con le forbici, dispensando un simbolico malaugurio legato al destino. Durante le sfilate, ha il potere di impartire ordini agli animali del corteo (i Boes), costringendoli a “morire” e cadere a terra. Questo rituale simboleggia il ciclo delle stagioni, la morte e la successiva rinascita della natura. Ancora oggi, la Filonzana resta una delle figure più suggestive della cultura sarda, sospesa tra paura, simbolo e tradizione.