Elio Figliuzzi è un uomo di cinquant’anni, papà di due bambini, che da più di trent’anni fa il poliziotto.
Perché hai deciso di fare il poliziotto?
Perché sin da piccolo ammiravo il mio papà che, a sua volta, era un poliziotto, e ogni sera mi raccontava cosa aveva fatto a lavoro; crescendo ho capito che la cosa giusta da fare, era quella di stare dalla parte dei più deboli, perché non c’è cosa più bella di aiutare chi ha bisogno.
Quali sono i tuoi compiti?
Oggi i miei compiti consistono nel far parte di una squadra che si occupa di compiere indagini di polizia di ogni genere, nello specifico il mio gruppo si occupa di contrastare i rapinatori e tutti i ladri in genere. La mia sezione si chiama “Antirapina” e fa parte della Squdra Mobile.
Come aiuti le persone?
Lavorando con gli abiti civili, ossia senza indossare le uniformi, ogni giorno pattugliamo le vie della città con macchine e moto potenti, confondendoci tra la gente comune, per far si che i delinquenti non ci riconoscano, così facendo possiamo intervenire tempestivamente affinché non vengano compiuti reati.
A cosa serve la sirena?
La sirena, correttamente chiamata “bitonale”, è associata sempre al lampeggiante di colore blu. La sirena serve a farci sentire da lontano affinché gli altri automobilisti lascino la strada libera per farci arrivare subito da chi è in pericolo.
6) Perché indossi la divisa?
Io non indosso più la divisa, ma quando lo facevo ne ero orgoglioso, perché mi faceva sentire parte di un gruppo che sta dalla parte dei buoni.
Ipoliziotti sono amici dei bambini?
I poliziotti sono amici di tutti, soprattutto dei bambini, perché sono loro il futuro.
Se dovessero succedere a scuola casi di bullismo, come interverreste?
Come già successo in passato, nelle scuole vengono effettuati degli incontri nel corso dei quali, vengono spiegati gli errori più comuni che fanno gli alunni. Il più frequente è quello di confondere il semplice scherzo con il vero e proprio atto di bullismo, ad esempio quando in una classe, si fa gruppo per deridere un compagno.
A chi si ci deve rivolgere in un caso di cyberbullismo?
Il reato di cyberbullismo viene trattato da una squadra specializzata della Polizia Postale.
Un caso particolare che ti è capitato?
Ogni giorno capitano casi diversi e interessanti, di certo, non dimenticherò mai quando nel corso di un incendio, con la mia squadra, abbiamo salvato la vita a tante persone, tra cui un bambino di soli quaranta giorni di età.
I poliziotti garantiscono la sicurezza e l’ordine pubblico, questo vostro compito è difficile?
Questo è uno dei compiti più difficili da svolgere, non per la pericolosità, ma per la sua delicatezza. E’ molto difficile non rispondere alle provocazioni delle persone che ti offendono solo per creare confusione nascondendosi, ad esempio, fra i manifestanti o tra i tifosi allo stadio.
Come si può insegnare ai bambini il rispetto delle regole?
Secondo me la prima regola da insegnare ai bambini, è il senso di appartenenza. Nel corso di questa intervista, più volte ho parlato di gruppo, squadra e sezione, questo perché alla base di tutto, anche loro fanno parte di una squadra che si chiama Classe 3°A dove nessuno si deve sentire superiore agli altri e ognuno ha una caratteristica per far crescere questo gruppo unito e fortissimo, senza mai litigare. Il senso di appartenenza potrebbe essere la base di una civile convivenza.
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