Ti è mai capitato di osservare un tramonto con le sue sfumature di arancione, rosso e viola? Hai notato come il colore dell’acqua del mare cambia se è una giornata soleggiata o nuvolosa? I tuoi occhi hanno catturato istanti che vanno via in pochi minuti, ma che rimangono nel tuo cuore. L’impressione nasce e scompare in poco tempo. Claude Monet fu un pittore impressionista, vissuto tra il 1840 e il 1926. Ora vi raccontiamo un retroscena: Monet amava molto osservare i paesaggi, li guardava per ore stando in silenzio, senza muoversi. Poi li dipingeva. Egli rappresentava sulla tela come l’acqua, la luce, la natura e le persone apparivano durante il giorno. Spesso, lo si poteva vedere su una “barca-atelier”, con un tettuccio per ripararsi dal sole e una specie di valigetta che conteneva le tele, i pennelli e i tubetti di colore inventati proprio nella sua epoca. Portava con sé cinque o sei tele che gli servivano per ricominciare daccapo se cambiava la luce, usando tonalità di colori diversi. Le sue pennellate erano veloci, immediate e i contorni dei soggetti che dipingeva non erano ben definiti.
Ai suoi tempi, i pittori dipingevano nei loro studi-laboratorio, ma Monet li convinse a dipingere all’aria aperta, “EN PLEIN AIR”, come dicono i francesi, così da immergersi direttamente nella natura e nella luce del sole.
Un giorno Monet e i suoi amici pittori decisero di fare una mostra di tutte le loro opere. I critici dissero che i loro quadri non erano finiti, erano semplici macchie che rappresentavano “impressioni”. Essi non si offesero, anzi a loro piacque molto questo giudizio, che descriveva esattamente il loro modo di dipingere, quindi si chiamarono orgogliosamente “impressionisti” e crearono la corrente artistica chiamata impressionismo. Chi l’avrebbe mai detto! A volte una critica può portare fortuna.
Monet dedicò gli ultimi trenta anni della sua vita a dipingere 250 opere sulle ninfee. Ti chiederai: “ Così tante ninfee???” La risposta è semplice: il paesaggio cambia continuamente con la luce.
Il 30 Marzo siamo andati a Villa Borghese. Dopo aver visto un film-animato sulla vita di Monet, abbiamo raggiunto il laghetto con il piccolo tempio dedicato a Esculapio, il dio della medicina e della guarigione, secondo la mitologia classica. Ci è stato detto di disegnare ciò che vedevamo, usando solo la matita e senza cancellare. Si poteva correggere tracciando altre linee. All’inizio siamo rimasti stupiti, poi abbiamo capito che si poteva anche fare. Siamo stati attenti alla forma, alle dimensioni, alle ombre e alla luce. A scuola abbiamo rivisto e corretto i nostri disegni. Siamo stati contenti di aver lavorato proprio come Monet. Prova anche tu a rappresentare le tue impressioni, gli attimi luminosi. Se non ti piace il tuo disegno, riprovaci. Ricorda “la perfezione non esiste!”.
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