Maestra perché ci sono le guerre?
E’ questa la domanda che da tempo ci sentiamo rivolgere dai bambini. La grave crisi internazionale legata ai conflitti in corso sta in qualche modo attirando l’attenzione dei nostri piccoli alunni che cercano di trovare in noi risposte chiare ai loro tanti interrogativi.
Non è facile far comprendere perché i grandi litigano, occorre trovare le parole giuste e usare sempre esempi concreti legati alla quotidianità di ogni giorno con uno sguardo sempre attento alle emozioni.
E’ necessario far comprendere che le guerre dei grandi nascono sempre da conflitti mai risolti con il dialogo, tra gruppi o paesi, proprio come spesso succede tra bambini. Uno strumento che noi insegnanti usiamo spesso per spiegare le guerre sono le storie. Libri , racconti o fiabe che parlano di conflitti e riconciliazioni aiutano a interiorizzare concetti che risulterebbero troppo complessi per i nostri piccoli alunni. E’ importante che i bambini capiscano che le guerre fanno soffrire le persone e che esistono altri modi pacifici per risolvere i conflitti.
La grande opportunità per educare ai valori della pace si è presentata nei giorni antecedenti la Santa Pasqua. Le attività proposte da noi insegnanti sono state tutte mirate a costruire relazioni positive e un clima sereno. Non ci siamo limitate a proporre momenti simbolici ma vere e proprie occasioni di crescita emotiva e sociale. Attraverso il gioco , le conversazioni e la creatività, i bambini hanno potuto comprendere valori importanti come la collaborazione , il rispetto delle differenze e l’amicizia. Tra le attività più significative merita un’attenzione speciale “La scatola dei litigi”, uno strumento per imparare a risolvere i conflitti: quando due bambini litigano, mettono il “problema”( rappresentato da un oggetto)nella scatola , cercando di risolvere insieme con una soluzione dialogata.
Un altro momento significativo proposto quasi ogni giorno è stato “ Il cerchio della pace” in cui i bambini, seduti insieme in cerchio, hanno condiviso emozioni e ascoltato gli altri mettendosi nei loro panni. Con questa modalità i nostri alunni hanno imparato che molto spesso , per risolvere i piccoli problemi quotidiani, è necessario chiedersi “Come mi sentirei se…”oppure dire semplicemente “ Scusa..” , fare un piccolo compromesso o chiedere aiuto ad un adulto. Tutte cose alternative sufficienti per risolvere litigi che sarebbero finiti in baruffe o, peggio, con l’uso delle mani.
Molto efficaci sono stati i giochi collaborativi, attività che richiedono collaborazione invece di competizione(costruire una torre comune, disegni a più mani o il gioco del paracadute ludico) e i laboratori creativi. Le creazioni realizzate hanno dato vita ad un murales collettivo intitolato” La nostra pace è…”dove hanno potuto esprimere e riassumere con la loro innata fantasia questo grande valore.
Il tutto si è concluso in musica con la canzone mimata di Dolore Olioso dal titolo ”E volerà la pace” che ha visto i nostri bambini unirsi un unico grande abbraccio gioioso .
In conclusione possiamo affermare che con le nostre attività sono servite per far capire ai nostri bambini che la pace si costruisce ogni giorno con piccoli e semplici gesti quotidiani . Gesti che, come mattoncini, serviranno in futuro a costruire la vera cultura della convivenza civile. E’ necessario coltivare piccoli valori per vedere crescere i grandi cittadini del domani e la scuola dell’infanzia è terreno fertile per cominciare a “ seminare” cittadini consapevoli.
Plesso San Vito Romano
