//Giuseppe De Nittis, un impressionista in terra di …Puglia

Giuseppe De Nittis, un impressionista in terra di …Puglia

di | 2018-08-08T13:38:55+02:00 4-8-2018 18:03|Alboscuole|0 Commenti
di DANIELE PERBELLINI (classe III G) – Il giorno 19 aprile, le classi terze delle sezioni Az, B, D, F, G del nostro Istituto si sono recate in gita scolastica nelle città di Trani e Barletta. Il luogo visitato più gradito è stato Palazzo Della Marra che ospita la Pinacoteca con i celebri quadri del pittore barlettano Giuseppe De Nittis. Subito, entrati nell’atrio, ci siamo stupiti per l’incredibile bellezza del palazzo a livello architettonico e abbiamo capito che la mostra doveva essere sicuramente interessante. Dall’atrio d’ingresso la costruzione presenta tre balconate e tre volte a crociera, riccamente decorate da affreschi, ciascuna sostenuta da una doppia fila di colonne ionico-corinzie. L’interno del palazzo è di stile rinascimentale e  a partire dal 1500 ha ospitato famiglie di prestigio, dagli Orsini ai Della Marra ai Fraggianni. Ma è con il mecenate Donato Ceci che la costruzione, sottratta all’abbattimento per volere dello Stato, è stata riportata al suo splendore e dal 2007 ospita i quadri del pittore De Nittis, affidati, dopo la morte prematura dell’artista, da sua moglie Leontine Gruvelle al comune di Barletta:146 quadri, 65 disegni, di differenti tipologie, libri ed un epistolario. Nella prima sala della Pinacoteca abbiamo ammirato un’opera che ritrae la bella Leontine,  realizzata con  notevole attenzione ai particolari dell’abbigliamento; un’altra, a pastelli,  che ha come soggetto il figlio Jacques, vestito in abito carnevalesco; infine l’opera più importante, un autoritratto di De Nittis nel salotto della sua abitazione parigina, che vede il pittore in piedi, su di un lato, lasciando spazio alla veduta della stanza, anch’esso realizzato a pastelli e perciò coperto da un vetro a protezione del pigmento. Fu firmato da Leontine, dopo la morte del marito, poiché in giro c’erano numerosi falsi. Nella seconda sala erano presenti dipinti che si rifanno all’estremo Oriente, molto amato da De Nittis,  e poi siamo passati ad un’altra sala, dove abbiamo osservato vedute di Londra e Parigi, città in cui l’artista è vissuto che, con i suoi boulevards, le donne eleganti e la vita mondana, è stata il soggetto preferito per le sue opere a taglio fotografico. Tra i tanti quadri mi ha colpito uno raffigurante contadini intenti a mietere il grano e sullo sfondo lo sbuffo del vapore di un treno, un vero e proprio contrasto tra la ruralità e la modernità. Di staordinaria bellezza, infine, il capolavoro Colazione in giardino, con evidenti richiami a Manet e Renoir. I soggetti sono nuovamente la moglie e il figlio al tavolo della colazione mattutina, nel giardino di casa: la tavola imbandita, con cristalli e porcellane, accende di luce la tela. E’ stato un viaggio d’istruzione che ho apprezzato molto dal punto di vista culturale, poiché ci ha fornito l’occasione di vedere concretamente quello che abbiamo studiato in arte, ammirando le opere di De Nittis, appartenente prima alla corrente realista e poi all’impressionismo: De Nittis non usa il disegno preparatorio e, come Manet, dipinge usando la luce come elemento principale, mentre, come Degas, anche il pittore barlettano rappresenta  corse ippiche e ballerine. Ha, tuttavia, una sua nota di originalità nell’utilizzare il colore nero, non usato dagli impressionisti.                                                                                                                                       

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