In occasione della Giornata della Memoria, la classe III E dellâ I.C R. Cotugno, ha affrontato un percorso di riflessione profonda attraverso la lettura dellâalbo illustrato âIl muroâ (Edito da Nuinui, scritto da Giancarlo MacrĂŹ e Carolina Zanotti e illustrato da Mauro Sacco ed Elisa Vallarino).
Un racconto semplice ma intenso, capace di aiutare i bambini a comprendere il valore della memoria, dellâidentitĂ e del rispetto.
Sinossi
Il muro racconta la storia dellâidea folle di un re che fa costruire una grande barriera che divide le persone, separando chi sta da una parte e chi dallâaltra. Il muro nasce per proteggere, ma col tempo diventa simbolo di esclusione, paura e incomprensione. Attraverso immagini forti e parole essenziali, il libro invita il lettore a interrogarsi sul significato dei confini e sullâimportanza di abbattere i muri per ritrovare lâumanitĂ , il dialogo e la libertĂ .
Svolgimento dellâattivitĂ
A ogni alunno è stata donata una scatola contenente un foglio colorato scelto a caso e una fotografia in bianco e nero.
Un gesto simbolico: come alla nascita, ognuno di noi riceve unâidentitĂ unica, senza sceglierla. Il colore, assegnato casualmente, rappresenta proprio questa unicitĂ iniziale, uguale nel valore ma diversa nelle sfumature.
La fotografia in bianco e nero rappresenta bambini che non vedono, non sentono e non parlano: il simbolo di una barriera invisibile, fatta di indifferenza, pregiudizio e mancanza di libertĂ . Eâ il richiamo anche le barriere sensoriali, che spesso non nascono dalla persona, ma dagli ostacoli che la societĂ costruisce intorno a lei, ostacoli che possono essere eliminati grazie allâaiuto reciproco, allâempatia e allâascolto attivo dellâaltro e di noi stessi.
A tale proposito, gli alunni hanno visto e commentato il cortometraggio Matilde, che racconta con delicatezza come una difficoltĂ sensoriale possa diventare una barriera solo quando mancano attenzione, comprensione e sostegno.
Prima dellâelaborato finale, in classe le scatole sono diventate un muro di parole e sentimenti poco gentili: frasi che feriscono, pensieri che escludono, emozioni che dividono. Con il confronto e la riflessione, quel muro si è trasformato in un ponte di bei pensieri, fatto di rispetto, ascolto, accoglienza e solidarietĂ .
Elaborato finale
La realizzazione di un grande muro composto dalle facce colorate dei bambini, tutte diverse e tutte importanti. Davanti al muro è stato costruito un muro invisibile di frasi e parole: alcune dure e cattive, altre buone e gentili. Le parole buone hanno il compito di cancellare quelle brutte, perchÊ il linguaggio può ferire ma anche curare.
Accanto al muro è stata collocata una sedia del 1930, simbolo del tempo che precede la Seconda guerra mondiale, con sopra alcuni simboli della memoria: un richiamo silenzioso ma potente per ricordare che ciò che è accaduto non deve essere dimenticato e che può essere evitato, se oggi impariamo ad abbattere i muri invisibili che esistono tra di noi.
Il percorso si è concluso con lâascolto della canzone âEsseri Umaniâ di Marco Mengoni, che ha accompagnato la riflessione finale degli alunni sul valore della dignitĂ , del rispetto e dellâumanitĂ condivisa, ricordando che, nonostante le differenze, siamo tutti esseri umani.
Il messaggio finale del nostro lavoro è stato chiaro e condiviso: abbattere i muri e le barriere significa fare squadra. Vuol dire riconoscere il proprio talento e quello degli altri, senza dimenticare che siamo tutti parte dello stesso ingranaggio, tutti indispensabili.
Solo cosĂŹ potremo costruire un futuro fatto di ponti, non di muri.
