//DIARIO DI UN TEMPO SOSPESO n.5

DIARIO DI UN TEMPO SOSPESO n.5

di | 2020-03-26T09:27:41+01:00 26-3-2020 9:27|Alboscuole|0 Commenti
–di Cristiana Campo II B– Caro diario, sono già due settimane di quarantena,due settimane senza poter uscire,vedere gli amici,gli affetti più cari,fare sport, andare a mangiare una pizza, insomma senza poter svolgere una vita normale. È come se il tempo si fosse fermato a quel 10 marzo,quando il capo del governo decretò una serie di restrizioni che, con il passare dei giorni, sono diventate sempre più serie e pesanti. È come se tutti noi fossimo in modalità “stand-by”,aspettando qualcuno che ci riporti alla modalità “On”. In questi giorni ho sentito spesso la parole guerra,dicono che stiamo vivendo una III guerra mondiale, con la differenza che il nemico è invisibile. Questo mi ha fatto subito pensare ad Anna Frank, una ragazzina ebrea della mia stessa età,13 anni, che per due anni è stata costretta a vivere nascosta in un piccolo appartamento, non solo con la sua famiglia, ma anche con alcuni estranei;senza potersi affacciare,senza poter fare alcun rumore, mangiando quel poco che le veniva procurato da un’anima gentile, con la paura di essere scoperti e deportati. Pensando a lei,alle sue paure e angoscie,alle sue privazioni, non me la sento proprio di lamentarmi perché io, a differenza sua, posso affacciarmi, posso mangiare ciò che voglio, posso dormire nel mio letto, ascoltare musica, vedere la tv, videochiamare i miei amici e le mie nonne,posso persino continuare ad andare a scuola “virtualmente”, ma sopratutto posso fare tanto “rumore”. Qualche giorno fa,ho anche festeggiato il mio compleanno, un compleanno insolito ma allegro,con torta,candeline e persino qualche regalo. Quindi a tutti coloro che si sentono soli, impauriti, angosciati, vorrei dire: fate come me,pensate a chi la guerra l’ha vissuta veramente o a chi la guerra la vive oggi negli ospedali, come i medici,gli infermieri, ma sopratutto i malati, loro sì che si sentono “soli”. A noi in fin dei conti,si chiede solo di rimanere a casa,nella nostra casa. Passerà e quando sarà finito ci sembrerà solo un brutto ricordo. A domani,caro diario. Vedrai ….Andrà tutto bene!. Cristiana