//CHI FA PER SE’ FA PER TRE?

CHI FA PER SE’ FA PER TRE?

di | 2019-05-05T12:14:39+02:00 5-5-2019 12:12|Alboscuole|0 Commenti
Gioele Bellani, 3°A – Concordare con il proverbio “Chi fa per sé fa per tre”? Molto spesso arrangiarsi è davvero d’aiuto. Non c’è bisogno di preoccuparsi se gli altri rimangono indietro; il tuo lavoro viene più apprezzato e ti senti orgoglioso per quello che tu hai realizzato. Molto spesso, quando si lavora in gruppo, c’è quello che rimane indietro, che non riesce a tenere il passo con gli altri e che rallenta l’attività rappresentando un ostacolo. Ma c’è l’individuo che rimane indietro per necessità e quello che lo fa di sua “voluta volontà”. Spesso è il più pigro, che scarica il lavoro sulle altre persone, tirando fuori mille scuse che alla fine risultano infondate ma che nessuno si occupa di confutare. Per quanto mi riguarda, lavori individuali mi hanno aiutato parecchio, perché ho migliorato i miei risultati e ho imparato a lavorare meglio con me stesso, oltre ad avere una maggiore autostima. Infatti una persona è più orgogliosa di quello che ha realizzato con le proprie mani, seguendo la sua idea originale e senza dover mediare con gli altri per raggiungere degli obiettivi. Chi lavora da solo migliora il lavoro futuro, perché sapendo già tutti i passaggi necessari, quando si rifà uno stesso lavoro, lo si esegue più speditamente. Ma ci sono dei fattori positivi presenti solo nel lavoro di gruppo. Il confronto delle idee rende il lavoro più vario, diverso. Inoltre, ignorando le persone “pigre” del gruppo, ma dividendo con gli altri il lavoro, lo si completa più velocemente, e poi si condividono i risultati, imparando così più velocemente il procedimento intero. Le persone che rimangono indietro possono contare sul sostegno morale e materiale degli altri compagni, ricevendo così aiuto e incoraggiamento. Lavorando da soli invece, se il risultato non viene come previsto, o se c’è un problema che ritarda la fine del lavoro, si può cadere in depressione, poiché non si ha l’appoggio necessario degli altri. Il lavoro di gruppo ha molti altri lati positivi, come il fatto che si possono fare nuove conoscenze, scoprire aspetti nuovi delle altre persone e facilita la socializzazione. Rispondendo personalmente, io ho sempre preferito il lavoro di gruppo, perché è una fonte di apprendimento e di divertimento, si procede velocemente e risalta la personalità delle persone, anche se mi trovo meglio a lavorare con gli amici che preferisco, per evitare inutili incomprensioni. Il lavoro di gruppo migliora anche la partecipazione e l’attenzione del singolo e l’orgoglio del gruppo. Quindi, il proverbio “Chi fa per sé fa per tre” è giusto, ma l’uomo è fatto per socializzare e non rinuncerà mai all’aiuto di una mano amica.