//“BENESSERE DIGITALE”: IMPERATIVO DEL NOSTRO TEMPO

“BENESSERE DIGITALE”: IMPERATIVO DEL NOSTRO TEMPO

di | 2019-06-11T21:04:09+02:00 11-6-2019 21:03|Alboscuole|0 Commenti
La tecnologia, in particolare quella mobile, sta giocando un ruolo sempre più attivo nelle nostre vite, assorbendo la nostra attenzione in modo eccessivo e non sempre in maniera positiva. Noi adolescenti    abbiamo paura di essere “tagliati fuori” dalla realtà virtuale. Molti  ragazzi diventano social-media dipendenti, si nascondono dietro uno schermo per paura di essere giudicati. Un social che spopola tra noi è Instagram, con 500 milioni di utenti attivi ogni mese. Instagram serve a pubblicare foto da condividere con i propri followers. Ci sono ricerche che studiano in particolare il comportamento dei ragazzi della cosiddetta “Generazione Z”, ossia quelli nati dopo l’anno 2000, che sono nel pieno dell’adolescenza. Questa generazione è  soggetta al rischio di un uso problematico del web. Molti utilizzano lo smartphone anche di notte, appena svegli,  mentre dovrebbero studiare e persino mentre svolgono attività ludiche come guardare un film. Non ci si deve sorprendere se Apple o Google hanno inserito degli strumenti che misurano il tempo che trascorriamo con il dispositivo tra le mani e forniscono consigli e suggerimenti per ridurne l’utilizzo. Si possono impostare timer al termine dei quali l’esecuzione di un’ app viene messa in pausa, così da evitare di trascorrere troppo tempo con gli occhi incollati sullo smartphone. Anche Facebook ha introdotto il rilevamento del tempo speso dagli utenti sul social network. La nuova funzionalità si chiama “Your Time on Facebook”. Al raggiungimento del limite temporale impostato dagli utenti, si visualizza una notifica di avvertimento. Esistono applicazioni specifiche per combattere la dipendenza da smartphone. La prima è “Moment” : è possibile configurarla affinché mandi un alert  ai genitori nel momento in cui si esagera con l’uso. Altra app degna di menzione è HabitLab, per limitare l’uso di servizi e siti come Amazon o Netflix. L’educazione ai media è un compito complesso. È importante che i genitori siano più consapevoli della propria vita digitale e di quella dei propri figli. La prima mossa da fare per  educare all’uso dei media digitali i propri figli, è rivedere i comportamenti degli adulti. In primo luogo, niente smartphone quando si rivedono i propri figli all’uscita da scuola, durante i pasti, prima di addormentarsi.  Mai mettere in secondo piano la relazione personale, innescando sentimenti di frustrazione nei piccoli, allorché  la tecnologia sembra rubare l’attenzione dei genitori. Il buon esempio dei genitori è fondamentale anche nelle relazioni online: usare toni moderati, mai offensivi, saper gestire la privacy propria e dei figli stessi, non pubblicare le loro foto sui social. Nei primi anni di vita dei bambini, smartphone e tablet vanno introdotti con molta gradualità, sempre con  la supervisione di un adulto e affiancandoli ad attività pratiche. La Società italiana di Pediatria consiglia di evitare totalmente gli schermi nei primi 2 anni di vita. Viene raccomandato di limitarne l’uso ad un’ora al giorno nei bambini tra i 2 e i 5 anni e a non più di due ore giornaliere per quelli tra i 5 e gli 8 anni. È bene che i dispositivi che si trovano in casa abbiano appositi blocchi che impediscano l’uso incontrollato  ai più piccoli. È utile anche l’installazione di appositi filtri, i cosiddetti  parental control, in grado di operare “a monte” la selezione dei contenuti inappropriati per i bambini o per gli adolescenti.  Vincenzo Mirizzi  –  Francesco Roberto
  • SITI di riferimento: www.mobileworld.it/2018/11/21/facebook-annuncia-la-sua-misura-favore-del-benessere-digitale-forse-meglio-foto-200431/ —www.fastweb.it/corporate/sostenibilita/benessere-digitale/
       

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