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AMERICAN DREAM

di | 2019-10-21T08:15:19+02:00 21-10-2019 8:13|Alboscuole|0 Commenti
Di GIULIA TRAMONTANA 4C Esattamente un anno fa, ho deciso di seguire uno dei miei sogni piú grandi, il mio ‘American Dream’. Dover abbandonare la mia famiglia, i miei amici e tutta la mia vita per trascorrere un semestre negli USA. Ho iniziato a parlarne con i miei genitori ogni giorno, ora, minuto e secondo, ho cercato di convincerli in tutti modi e ho spesso dovuto dimostrare di poter essere abbastanza sicura da poter affrontare una simile esperienza, e, dopo svariate discussioni, la mia famiglia ha deciso di appoggiarmi in questa impresa, e per questo sarò riconoscente loro per tutta la vita. Verso novembre ho partecipato al concorso per la borsa di studio INPS per il semestre in paesi extra europei, e,dopo tanti mesi di lunga attesa e di ansia, un giorno di febbraio ricevo la notizia delle graduatorie dei vincitori che erano state pubblicate su Internet. In quel momento, un mix di adrenalina, ansia ed emozione scorreva nelle mie vene e non appena ho effettuato l’acceso sul sito edho visto la ‘V’ (vincente) accanto al mio nome il mio cuore non smetteva piú di battere per lo starmi avvicinando pian piano al mio obbiettivo. Nel resto dei mesi trascorsi, ho avuto l’opportunità di scegliere in quale stato poter andare a vivere, e, dopo tante indecisioni tra USA e Canada e località, ho deciso di andare a vivere in uno stato alquanto insolito e differente da quello a cui sono abituata, a ciò che mi è quotidiano, l’Arizona. Questo stato degli USA del sudovest, è sommerso di cactus di tutti i tipi (alcuni addirittura piú vecchi di 400 anni) , polvere rossa per le strade e con un tempo arido e caldo, totalmente l’opposto della cittadina in cui vivo. Inoltre, ho avuto anche l’occasione di poter decidere la città in cui avrei trascorso questa esperienza, e, tra le varie opzioni, ho selezionato Gilbert, un posto molto popolato e poco distante dalla capitale Phoenix. Intanto, ciò che rimaneva da fare era attendere di essere ‘scelta’ da una famiglia ospitante (o meglio, una hostfamily), e ogni giorno controllavo la mia email. Dopo una lunga attesa, ricevo un email con i dati degli ospitanti, dove ho potuto osservare diverse foto di quest’ultimi e saperne di piú. La mia host family è composta da Mya, ‘host mother’, John, ‘host father’, Mason, ‘host brother’, Kaeli, Cassidy e Cydney, hostsisters e anche due gattini.   A questo punto era giunta l’ora di aspettare di partire. Il 27 luglio nell’aereoporto di Roma Fiumicino avrei dovuto prendere il volo per Newark. Ansia, adrenalina, gioia e paura mi colpirono allo stesso tempo, ma alla fine sono riuscita nella mia impresa. Dopo otto ore e mezzo di volo, mi aspettavano 4 giorni da trascorrere a New York, dove ho avuto occasione di conoscere altri exchange students italiani, tedeschi, finlandesi, norvegesi ecc.. e di visitare la grande metropoli.   Il 31 luglio la mia esperienza poteva essere considerata ufficialmente iniziata. Dopo un volo di 5 ore Newark-Phoenix mi attendeva la mia host family a braccia aperte e mi avrebbe portato a Gilbert (la città in cui sto vivendo) e nella mia nuova casa. Il giorno dopo, 1 agosto, avrei iniziato il mio primo giorno in una ‘Boarding School’, che frequenterò fino al mio ritorno in Italia. La Campo Verde High School è una scuola americana nel distretto di Gilbert con piú di 2000 studenti, dove vi è la possibilità di frequentare diverse classi di ogni tipo (orchestra,ceramica,ballo,giapponese,spagnolo,astronomia..). Pian piano mi sono abituata al ritmo della scuola americana molto diversa da quella italiana, cambiando classi ogni ora, usando un Chromebook (un laptop dato ad ogni alunno dalla scuola che è collegato all’account personale dell’alunno del proprio distretto residenziale, nel mio caso Gilbert Schools) per compiti, progetti o test svolti su Google Classroom, piattaforma di Google per la scuola dove ogni docente pubblica appunti, compiti e anche avvisi. Inoltre, la scuola per ogni classe sportiva fornisce una specifica uniforme da comprare al negozio della scuola, nel mio caso ho acquistato la divisa di danza (facendo parte della classe) e, successivamente mi è stato anche fornito un armadietto nello spogliatoio. Nella mia scuola, le materie da seguire obbligatorie sono quattro (storia, matematica, scienze e inglese), di cui si può scegliere una classe in base all’esigenza di crediti e difficoltà, e, inoltre altre due ore sono le lezioni scelte dagli alunni tra cui: sport (danza, pesi, pallavolo..), musica (banda musicale, coro..), lingue straniere (spagnolo, giapponese, francese..), arte (ceramica, pittura, fotografia..) etc. Nel proprio orario, che ogni giorno è lo stesso, si può includere un’ora aggiuntiva per il pranzo, la quarta o la quinta, dove gli alunni possono acquistare cibo di ogni tipo nella caffetteria dove vi sono diverse sezioni: ‘Tacos entrance’, ‘Grill entrance’, ‘Pizza entrance’, ‘Specialities entrance’ e tante altre. Il sistema scoltastico è molto differente, in molte classi i professori fanno eseguire un quiz a settimana per poi far svolgere un test finale, in altre, specialmente quelle di inglese, fanno leggere libri consigliati dal docente o a scelta per poi scriverne relazioni, oppure vari progetti di gruppo. Tuttavia, le interrogazioni non esistono se non perpresentazioni di gruppo con PowerPoint su un argomento assegnato dall’insegnante.   Al momento sto vivendo a pieno la mia esperienza all’estero e sono sicura che mi segnerà il cuore per il resto della mia vita. Sto visitando molti distretti in Arizona, ma anche diversi stati degli USA (California, Nevada..). Inoltre, ho avuto occasione di partecipare a un tipico matrimonio stile americano nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, essendo la mia famiglia mormona. Sto imparando molto durante la mia residenza qui: sto esplorando nuovi luoghi, sto vivendo in nuove culture e sto sfidando me stessa. Non mi pentirò mai di aver deciso di rincorrere i miei sogni, andando oltre alle mie aspettative, lottando con la mia persona e abbattendo tutte le mie paure rendendole vane.

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