//ALI SI RACCONTA: IO E MATO GROSSO

ALI SI RACCONTA: IO E MATO GROSSO

di | 2019-06-29T14:50:11+02:00 29-6-2019 14:50|Alboscuole|0 Commenti

Le grandi cose non sono niente, in realtà basta veramente poco per essere felice. Perché sono i piccoli gesti che vengono dal cuore, i più sinceri. E poi non così piccoli, sono preziosi. Sono le cose nascoste a volte quelle che mi stupiscono di più.

A Biella, nella nostra piccola città, esiste un gruppo di giovani, la OMG (Operazione Mato Grosso) che durante la settimana lavora per i poveri. Questa operazione è stata fondata nel 1967 da un gruppo di giovani, capeggiato da Padre Ugo Censi, che decise di andare in Brasile, nello stato di Mato Grosso da cui prende il nome l’operazione, per costruire una scuola per la comunità. Al ritorno da questa missione, Padre Ugo e i ragazzi sono infiammati dalla voglia di tornare, aiutare e migliorare la situazione. Così decidono di organizzarsi in gruppi, a partire da Arese, per continuare a finanziare nuove missioni con il ricavato dei loro lavori. Infatti, in diverse città in Italia, anche a Biella appunto, ragazzi giovani e giovanissimi sostengono da lontano queste missioni grazie a svariate attività come: la cura dei giardini, traslochi, sgomberi, imbiancature e pulizia boschi. Ciò che caratterizza l’OMG sono anche i campi di lavoro durante i weekend e le vacanze di Natale ed estive. L’OMG sì, è legata anche alla religione, ma non per questo persone di altre religioni o atee non sono accettate. Il volontariato è fare del bene, questa è una concezione che non ha religioni. Il primo, concreto, grande traguardo dell’organizzazione arrivò nel 1970, con la costruzione di una segheria a Suma, in Ecuador, che permise a moltissimi giovani di ottenere un diploma professionale, adeguato per trovare un lavoro ben retribuito.

L’OMG sulla carta sembra aver fatto del gran bene a moltissimi poveri, ed è così a tutti gli effetti. Ma non solo fa bene alle persone in pessime condizioni di vita e in povertà, ma anche a noi. I ragazzi sono giovanissimi, pieni di vita e di entusiasmo. I pomeriggi passati con loro sono faticosi ma soddisfacenti perché si sta tutti insieme (divertendosi moltissimo) e incredibilmente autentici. Lo stile di vita che ricerca l’operazione e il gruppo è uno stile di vita autentico, con un significato. Il lavoro ovviamente è l’elemento fondamentale, il motivo per cui è stato creato l’OMG. Lavorare un poco per aiutare gli altri a stare meglio, essendo noi invece incredibilmente fortunati.

Tutti abbiamo un sacco di problemi, e stiamo male, a volte ci sembra di non poter vedere niente di bello intorno a noi. Il venerdì pomeriggio ogni preoccupazione o problema passa in secondo piano, si acquieta. Tutti quelli dell’OMG sono animati da un tale desiderio di cambiamento e di aiutare, che vogliono coinvolgere anche te, chiunque tu sia, perché pensano che ognuno sia degno e debba provare un’esperienza del genere. Lavorare non significa solo fatica e sudore, rappresenta anche il divertimento. Ci sono ragazzi tra i 14 e 25 anni, ci possiamo capire e divertire. L’ambiente è allegro e coinvolge anche i più timidi ed insicuri. Nessuno è lì a giudicare il tuo lavoro o carattere, l’importante è l’impegno e il coinvolgimento che trasmetti. Per esperienza personale, l’OMG è un porto sicuro, dove i tuoi silenzi e lati bui vengono rispettati ma vieni anche aiutato a recuperare la serenità perduta. A me succede automaticamente, lavorando e vedendo la meta ormai superata mi sento molto più positiva, perché sono riuscita ad arrivare dove prima per me era impossibile. Mi succede anche quando vedo che gli altri ragazzi del gruppo cercano di coinvolgere tutti, anche quelli che sono più timidi, e fanno battute per allietare la giornata e il peso che ognuno ha sulle spalle. Ogni venerdì, almeno così capita a Biella, il gruppo Biella si riunisce per portare a termine lavori commissionati da biellesi che hanno bisogno di una mano. Il pomeriggio passa in fretta, tra lotte per le merendine e male alle braccia per tagliare legna, e arriva la sera. La sera è un momento molto speciale e particolare. Di solito si va a mangiare a casa di uno dei ragazzi più grandi del gruppo e si cucina tutti insieme. Soprattutto quando ci sono molte persone o altri gruppi (per esempio da Cossato) dopo la cena c’è un momento di riflessione e di meditazione. Ci mettiamo in cerchio, qualcuno parla di ciò che è per lui il gruppo, quali sono le sue paure ed insicurezze riguardo anche le missioni. Ognuno può parlare serenamente, se vuole. Il momento migliore per me è la meditazione, il silenzio che c’è prima, perché sono abituata a vivere sempre nel rumore, anche nella mia testa. In quei momenti non è come a scuola, non ti stanno interrogando facendo domande che hanno una sola e inequivocabile risposta giusta. No, assolutamente. Lì non c’entra nulla l’intelligenza o la ragione. Lì ci sei solo tu come essere umano, forte e fragile allo stesso tempo. Per questo mi piace quel momento, è come se fossi sospesa nello spazio e nel tempo, un po’ come quando viaggi con la fantasia e immagini mondi in cui sei la versione di te che piace a tutti. Ma in quel momento non sono nessuna altro che me stessa, cosa molto difficile dal mio punto di vista. Questi momenti con così grande valore non sono solo un momento in cui sono serena, ma anche degli istanti nei quali la smetto di pensare a tutto come a un dovere o a qualcosa che deve essere ragionevole, a ragionare e basta senza pensare a cosa voglio davvero e a cosa provo. Comincio a sentire e ad ascoltare (c’è una grande differenza di percezione) il mio cuore e non solo la mia testa! La testa e la nostra coscienza sono cose importantissime, non c’è dubbio. Ci differenzia dagli animali, la ragione. Ma ciò che ci accomuna tutti quanti sono i sentimenti. L’amore. La gioia. Il dolore. Sono emozioni che sentiamo tutti e non dovremmo rifiutarle solo perché sono più forti della nostra testa, uno scrigno sicuro dentro il quale chiudersi in se stessi per la paura di qualche turbamento o della rottura della nostra routine mentale, per così dire. Tanto le cose cambiano, sempre. E ci turbano anche, è inutile scappare perché è così che ci si sente vivi e si capisce che siamo vivi, che abbiamo una vita vera tra le mani. L’OMG in sostanza è una gran figata secondo me, posso dirlo su questo giornalino. Mi ha aperto il cuore e fatto capire che devo pensare meno con la mia testa e far parlare più il cuore e l’istinto, che tengo ben chiusi dentro di me. È questa una vita autentica. Sbagliare la cottura della pasta, tagliare la legna ma spaccare anche l’ascia, andare agli 80 all’ora per le stradine di Occhieppo, dare da mangiare a un senzatetto, andare a cantare in casa di riposo, ridere delle vecchie storie degli amici, mangiare per terra, suonare la chitarra in 5 senza imbroccare una nota e addormentarsi tutti insieme consapevoli che il giorno dopo è un giorno in più per rendere la propria vita speciale e unica e piena.

                                                                                                                                                   Alice Manini