di Vittorio Guarrasi, classe 3^E – Alfonso Gatto nasce a Salerno il 17 luglio 1909. E’ considerato uno dei più importanti poeti ermetici della letteratura italiana.
La sua infanzia e la sua adolescenza è molto movimentata a causa delle condizioni di povertà nel rione natale (Le Fornelle).
Frequenta i primi studi nel Liceo Classico Torquato Tasso di Salerno, e frequenta l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, che dovette abbandonare a causa delle difficoltà economiche familiari.
All’ età di 20 anni sposa la figlia del suo professore di matematica e fugge l’anno seguente a Milano, dove avrà due figli.
Con l’avvento del fascismo molte cose cambiano per l’autore salernitano, dichiaratosi antifascista; infatti nel 1936 venne arrestato e trascorse sei mesi nel Carcere di San Vittore a Milano.
Dopo aver collaborato con importanti riviste culturali riceve la nomina a docente di Letteratura Italiana per la sua fama.
Dopo l’iscrizione al P.C.I. inizia a scrivere per “La Rinascita” prima e per “L’unità” dopo la liberazione di Milano.
Nel 1963 il poeta ermetico è scosso a causa della scomparsa di uno dei figli. Da questo momento l’autore si concentra molto di più sui componimenti ermetici come “Pioniere dell’Unità” dove scrive sulla sua città natale e ne compie varie riflessioni.
L’8 marzo 1976 Alfonso Gatto si trovava sull’Aurelia in viaggio verso la Capitale con la sua Mini Minor, alla cui guida c’era Paola Maria Minucci. Durante il tragitto l’autovettura del poeta sbandò e fini fuori strada. Venne soccorso d’urgenza e a Orbetello ma a causa delle sue condizioni critiche morì alle 16.10 del giorno stesso.
Attualmente è sepolto nel cimitero monumentale di Salerno. Sulla sua tomba è incisa una frase dell’ amico Eugenio Montale: “Ad Alfonso per cui vita e poesie furono un’unica testimonianza d’amore”.
