//Adolescenza: tutto tranne che un’oasi di felicità

Adolescenza: tutto tranne che un’oasi di felicità

di | 2025-09-04T18:13:57+02:00 4-9-2025 18:13|Alboscuole|0 Commenti
Si sente parlare così tanto di come i ragazzi siano cambiati e non positivamente. Di come essi non avrebbero la minima volontà di lavorare, studiare, socializzare e di fare. Di come stanno sempre con i telefonini in mano o sempre chiusi nelle loro stanze. Le critiche degli adulti nei confronti degli adolescenti sono spesso legate alla percezione di comportamenti “eccessivi” o “irrazionali”, che possono essere interpretati come ribellione o mancanza di rispetto. Queste critiche possono riguardare vari aspetti, come lo stile di abbigliamento, la musica ascoltata, l’uso dei social media, o le scelte scolastiche. “Sei sempre vestito in modo trasandato” o “Non ti curi del tuo aspetto”. “Quella musica è solo rumore” o “Non capisco perché ascolti quella roba”. “Non fai altro che stare sui social media” o “Sei sempre attaccato al telefono”. “Non studi abbastanza” o “Non ti impegni a scuola”. “Sei troppo impulsivo” o “Non pensi prima di agire”.
Forse però queste critiche lasciano il tempo che trovano. Meglio sarebbe iniziare a vedere le cose da un altro punto di vista. Perché forse esistono motivazioni profonde per azioni apparentemente superficiali. Partendo, ad esempio, dalla scuola, un ambiente in cui istruirsi e crescere che  in molti casi non viene percepito dagli studenti in questo modo, purtroppo. Spesso a un eccessivo carico di studio e a pressioni scolastiche dovute alla patecipazione a una serie di progetti e iniziative rientranti nell’offerta formativa, si può aggiungere l’eccessiva competitività, la mancanza di ascolto e di comunicazione, una scarsa autostima ed episodi di bullismo che ne determinano una ulteriore caduta.   Tutto ciò può determinare stress, frequenza irregolare, bassa motivazione, stati d’ansia e, nei casi più gravi, depressione. Anche le relazioni con le persone e con il mondo hanno un peso molto importante per i giovani. Sia quelle amicali che quelle familiari e sentimentali, sono esperienze importanti per la loro crescita e sviluppo, ma possono anche presentare delle sfide,visto che non tutte sono sane. I giovani tendono a vivere le relazioni in modo intenso ma sono fragili, sembrano sicuri di sé ma in realtà hanno veramente bisogno di sentire la vicinanza e l’amore  per sentirsi a casa, in un posto caldo e accogliente. Hanno bisogno di stare vicino a qualcuno che  abbia cura di loro ascoltandoli e dando loro consigli e sia in grado di non lasciarli cadere nelle trappole della loro mente proteggendoli dalle persone che potrebbero far loro del male. Molti adolescenti non si sentono abbastanza. Spesso lottano con una bassa autostima e un senso di inadeguatezza. Con l’insicurezza e il confronto sociale. D’altronde I social media, le aspettative familiari e le pressioni dei pari possono creare standard irrealistici, difficili da raggiungere. L’adolescenza è un periodo di auto-scoperta. Cercare di “essere qualcun altro” può essere un modo per esplorare diverse identità prima di trovare quella più autentica. Spesso questa ricerca viene ostacolata dal giudizio e dalla valutazione /svalutazione degli adulti e dei pari proprio quando si ha un maggiore bisogno di essere accettati ed amati. Questo bisogno se insoddisfatto spesso spinge i ragazzi ad emulare gli altri per adattarsi e guadagnare l’approvazione sociale. Poi ci sono anche i cambiamenti fisici e ormonali. La pubertà porta a cambiamenti fisici significativi e sbalzi ormonali, che possono influenzare l’umore, le emozioni e l’autostima. Tali cambiamenti fisici sono spesso accompagnati da disturbi alimentari che possono causare problemi di salute fisica e mentale. Tra questi, l’anoressia nervosa rappresenta uno dei disturbi più noti. Chi ne soffre limita drasticamente l’apporto calorico giornaliero, spesso fino a livelli pericolosi, e vive con una forte paura di aumentare di peso. Inoltre, l’aspetto fisico è fonte di grande preoccupazione e l’immagine corporea è spesso distorta. Altri disturbi alimentari tra i più conosciuti sono la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating. Chi soffre di bulimia nervosa ha episodi ricorrenti di abbuffate, seguiti da comportamenti come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi per evitare di aumentare di peso. Il disturbo da binge eating, invece, si caratterizza per abbuffate incontrollabili senza alcun comportamento compensatorio. Infine, la paura del futuro.I giovani si preoccupano anche del futuro. Gli adolescenti devono affrontare decisioni sul futuro, come la scelta della scuola, della carriera e l’indipendenza, che possono causare ansia e incertezza in un contesto mondiale sempre più indecifrabile e pericoloso per l’intera umanità. Devono pensare anche a lavorare. E nella maggior parte dei casi vengono maltrattati e sottopagati. Ma ovviamente le critiche continuano. Perché se non si ha un un lavoro, non si è un buon esempio per la società. In tutto il mondo, ogni anno, quasi 46.000 bambini e adolescenti tra i 10 e i 19 anni si tolgono la vita: circa uno ogni undici minuti. Il suicidio è la quinta causa di morte più comune tra gli adolescenti dai 10 ai 19 anni e la quarta nella fascia d’età dai 15 ai 19 anni, addirittura la terza se si considerano solo le ragazze. Più del 90% dei casi totali di suicidio sono associati a disturbi mentali, soprattutto depressione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione è particolarmente diffusa tra gli adolescenti e i giovani adulti, tra i 15 e i 24 anni. Essere un adolescente e dover affrontare così tante sfide è molto difficile. E quindi perché non si riesce a capirli questi ragazzi anche se si parla abbastanza di questa tematica? La cosa più sconvolgente è rendersi conto che le critiche provengono dagli adulti cioè da persone che hanno già vissuto quel periodo. “Perché giudicare e far male invece di essere empatici e comprensivi?” Se lo domanda la maggior parte dei ragazzi. Alcuni di essi chiedono agli adulti di immedesimarsi nella loro situazione e di aiutarli in qualsiasi modo possibile. Anche solo con un piccolo sorriso, oppure con dei comportamenti concreti, coerenti e inclusivi o anche con un consiglio ogni tanto.Ciò potrebbe migliorare la loro giornata. O forse cambiare una loro scelta che rischiava di essere definitiva. Lorena Nezha