//A teatro: “La festa dell’imperatore”

A teatro: “La festa dell’imperatore”

di | 2025-03-22T12:07:55+01:00 22-3-2025 12:07|Alboscuole|0 Commenti

Le classi prime della scuola Secondaria di I grado “E. Fermi”, accompagnate dalle docenti di lettere, hanno gustato e apprezzato lo spettacolo presso la biblioteca diocesana, sperimentando una nuova tipologia di teatro, il teatro di figura, che non ha bisogno di parole recitate perché il linguaggio del corpo delle marionette è altrettanto comunicativo e sbalorditivo. Un teatro semplice ed essenziale. “La festa dell’imperatore” della nota compagnia ceca Karromato è uno spettacolo di marionette, in legno di tiglio, che si muovono su una scenografia barocca. I visi grotteschi e i particolari esagerati ed esuberanti, basti citare il naso importante dell’imperatore e i seni baldanzosi della cantante lirica, conferiscono immediata caratterizzazione dei personaggi e scatenano l’ilarità ma anche l’immaginazione di chi ammira il movimento preciso di ogni parte delle marionette. A ciò si aggiungono le suggestioni del montaggio in parallelo, sfruttando in verticale tre livelli: estemporanee didascalie in alto, le ombre cinesi al centro, le marionette in basso. “La festa dell’imperatore” prende spunto dalla biografia di Mozart. Nel 1786 il compositore sta lavorando a Vienna alle Nozze di Figaro, mentre nel vicino palazzo di Schonbrunn, l’imperatore Giuseppe II riceve la lettera dalla sorella Maria Carolina che gli annuncia la sua prossima visita. L’imperatore decide così di organizzare una festa per l’arrivo di Maria Carolina, incaricando Mozart di comporre un’opera breve secondo un libretto da lui proposto. Mozart, già impegnato, accetta malvolentieri. In prossimità della prima tutto si complica in quanto le cantanti discutono costantemente durante le prove e la scenografia non è pronta. Tra scene esilaranti e comiche e una sottile parodia, c’è spazio per una riflessione sempre attuale sulla condizione dell’artista, obbligato a cercare il compromesso tra libertà creativa e bisogno di guadagnarsi da vivere.