//A Barletta terremoto anomalo

A Barletta terremoto anomalo

di | 2019-06-03T21:49:44+02:00 1-6-2019 20:39|Alboscuole|0 Commenti
Lo scorso 21 Maggio,  alle ore 10:13 ,una forte scossa di terremoto di magnitudo 3.9 ha fatto sobbalzare Barletta ed è stata avvertita in tutta la provincia e anche nel barese. I sismologi hanno individuato l’epicentro a 4 chilometri a sud-est di Barletta, nei pressi del santuario della Madonna dello Sterpeto. Quando la terra ha tremato, per fortuna senza causare danni a persone o cose, io ero a scuola nella mia aula e stavo svolgendo una verifica di matematica. Mentre ero concentrato sul mio compito, improvvisamente ho sentito il pavimento muoversi sotto i piedi, mentre il mio banco, insieme agli altri, oscillava facendo rumore. Personalmente, non ho avuto paura, perchè è successo tutto così in fretta da non permettermi di realizzare cosa stesse succedendo, ma ho visto alcune mie compagne piangere per lo spavento. Immediatamente, la nostra professoressa ci ha detto con fermezza di ripararci sotto ai banchi e dopo pochi istanti, finita la scossa, velocemente, ma con ordine, insieme a lei siamo usciti dalla scuola,  per raggiungere la piazzola di emergenza nel cortile. In pochissimi minuti tutta la scuola è stata evacuata e questo grazie alle esercitazioni preventive che in passato avevamo fatto e che si sono rivelate fondamentali per permettere, in così poco tempo, a centinaia di alunni di lasciare l’Istituto, evitando caos e panico. Sono tornato nella mia aula solo dopo due giorni, dopo che i periti del Comune hanno effettuato le verifiche strutturali e di sicurezza dell’edificio. Al mio ritorno, ho provato la sensazione che il tempo si fosse fermato: tutto era rimasto lì, immobile come lo avevamo lasciato, compresi gli zaini e il materiale scolastico. Ho guardato i miei compagni e tutti erano sorridenti. Poi, ho guardato la professoressa e anche lei sorrideva, mentre ci invitava a prendere posto per iniziare la lezione. Ho sorriso anch’io e ho pensato a quanto fosse speciale quel giorno la nostra normalità.
                                                                                                                                  Alessandro Borgia 2 A

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