//Addio alle domeniche gratuite nei musei

Addio alle domeniche gratuite nei musei

di | 2018-08-05T06:51:08+02:00 5-8-2018 6:53|Punto e Virgola|0 Commenti
Basta con le domeniche gratis nei musei italiani (quelli pubblici naturalmente). L’iniziativa lanciata dal ministro Franceschini  andrà avanti per tutta l’estate e poi cesserà. L’annuncio è stato dato dall’attuale responsabile dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, durante un incontro alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Perché? “L’iniziativa andava bene come lancio pubblicitario, ma proseguire significa andare in una direzione che non piace a nessuno”, risponde il ministro che aggiunge: “La gestione delle domeniche gratis passerà ai direttori dei singoli musei ai quali lascerò maggiore libertà: se vogliono aprire i musei gratis una domenica non c’è niente di male, ma se diventa obbligatorio, allora non va bene”. Franceschini non ci sta: “Le prime domeniche del mese hanno trainato l’aumento dei visitatori a pagamento, hanno avvicinato i cittadini ai musei delle loro città, hanno convinto comuni e privati a uniformarsi all’iniziativa con i loro musei”. E ancora: “Perché smettere, ministro? Ci ripensi.  Le cose giuste e che funzionano non hanno colore politico. Non faccia pagare un desiderio di discontinuità politica alla cultura e agli italiani”. Pronta la replica di Bonisoli: “Sono abituato a sentire le diverse opinioni e poi a dire quello che penso. Ho ascoltato i direttori sulle domeniche gratuite, registrando un’opinione unanime sulla necessità di superarle. I responsabili delle strutture museali avranno maggiore libertà di decidere dove e quando introdurre delle gratuità e ciò potrebbe avvenire in maggior misura di quanto successo in passato, ma in modo intelligente. Le domeniche gratuite non tengono conto né della stagionalità, né dell’afflusso nelle diverse aree geografiche. Un sistema che tratta allo stesso modo situazioni differenti e che è stato criticato dagli stessi direttori dei musei”. A parte la polemica politica, dal punto del vista del marketing la decisione di Bonisoli non fa una piega: una promozione funziona quando è limitata; se diventa un’abitudine perde di fatto il suo appeal. Certo, c’è il caso di quell’azienda che produce divani, che riesce a promuovere sconti e offerte tutto l’anno, ma si tratta di un fatto isolato e, inoltre, le proposte variano continuamente. Di poco, ma cambiano. Vale la pena però anche tener conto di qualche dato, fornito nella circostanza dal sito www.truenumbers.it, ideato e diretto dal giornalista Marco Cobianchi. Nel 2017, la rete dei musei pubblici italiani ha incassato 64,2 milioni di euro grazie alla vendita dei biglietti: una media di 5,3 milioni al mese. Ma i dati sono molto diversi a seconda del periodo: ad esempio, i mesi invernali sono decisamente sotto la media. Nei primi 31 giorni del 2017 sono stati incassati 3,59 milioni; a febbraio 3,3; a marzo 4,3. Ad aprile e maggio si supera la soglia dei sei milioni di ricavi da botteghino; vanno bene anche giugno e luglio con poco meno di 6 milioni; quota che viene nuovamente superata in agosto, quando si raggiunge il record con 6,8 milioni di euro incassati. In scia si confermano ad alti livelli anche settembre e ottobre. Crollo, infine, a novembre e dicembre: in entrambi i mesi conclusivi del 2017 sono stati incassati poco più di 4 milioni di euro. “Oltre a essere forse troppo legata alla stagionalità turistica – conclude truenumbers.it – l’Italia non riesce ad attirare davvero tante persone nei suoi innumerevoli musei. Basti pensare che nel 2016 solo due strutture figuravano nell’elenco dei migliori venti siti museali a livello mondiale: i Musei Vaticani e gli Uffizi”.
La conclusione? Bloccare le domeniche gratuite non è a priori sbagliato, ma la scelta va legata a promozioni mirate e legate ai periodi dell’anno, oltre che alla posizione geografica. Ci dovranno pensare i direttori. E allora fuori le idee perché la cultura è un filone inesauribile, almeno in Italia, e quindi vale la pena sfruttarlo continuamente e bene.
Buona domenica.

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