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A Siracusa Euripide dice no alla guerra

di | 2019-06-13T17:35:36+02:00 16-6-2019 6:10|Sezione 3, Spettacolo|0 Commenti

PALERMO – Nell’incantevole cornice del teatro greco di Siracusa, dal 10 maggio al 23 giugno, per la 55. edizione delle rappresentazioni classiche promosse dall’Inda – Istituto nazionale del dramma antico –  vanno in scena quest’anno “Le Troiane” ed “Elena”. Tema centrale delle due tragedie di Euripide è l’accorata denuncia al femminile (attraverso le voci di Elena, Ecuba, Andromaca) dell’assurdità della violenza e della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie umane. Una singolare e vincente protesta delle donne contro la guerra sarà anche il tema di “Lisistrata”,  la commedia di Aristofane, che  sarà rappresentata dal 28 giugno al 6 luglio.

Nelle “Troiane”, dopo che i Greci hanno espugnato la città di Troia grazie allo stratagemma del cavallo, le donne della città ormai sconfitta, Ecuba, Andromaca, Cassandra, sono sorteggiate tra i vincitori come schiave. Andromaca sarà colpita un dolore ancora maggiore: il figlioletto Astianatte verrà ucciso, scagliandolo giù dalle mura di Troia, per impedire che diventi un guerriero più forte di Ettore suo padre.

L’altra tragedia, “Elena”, svela poi che la guerra di Troia è stata combattuta per niente: Elena non è mai andata a Troia e non ha mai tradito il marito Menelao. In realtà Paride non ha rapito lei, ma un suo simulacro che Era, adirata con lui, ha sostituito alla donna vera, trasportando quest’ultima in Egitto, ospite del re Proteo e, alla sua morte, di suo figlio Teoclimeno, che vorrebbe sposarla. Menelao però, finita la guerra, approda in Egitto come un naufrago vestito di stracci, che fatica a essere riconosciuto. Elena, riconosciuto il marito, riesce a sottrarsi alle temute nozze con Teoclimeno e a fuggire con lui, grazie a un ingegnoso pretesto. In quest’opera, Euripide sottolinea il valore della razionalità intelligente delle donne e la mancanza di senso della guerra.  Non riesce a essere spiegata in generale l’infelicità umana, e si registra il fallimento della dimensione religiosa e di una comunicazione efficace con il divino.

Ricche di pathos e di suggestioni esistenziali ed etiche, le due tragedie sono impreziosite da avvincenti effetti scenografici. Siracusa e la magia del suo teatro sono davvero una tappa imperdibile nel mese di giugno.

Maria D’Asaro

Nella foto di copertina, il teatro greco di Siracusa

 

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