//Dopo 400 anni sulle Alpi torna il castoro

Dopo 400 anni sulle Alpi torna il castoro

di | 2020-11-22T06:59:02+01:00 22-11-2020 6:57|Controluce|0 Commenti

Mancava dall’Italia da più di 400 anni, l’ultimo esemplare venne avvistato (e purtroppo catturato) nel 1594 a Versciaco di Sopra, in Alto Adige. Quindi la notizia diffusa la scorsa settimana ha del sensazionale: il castoro è tornato sulle Alpi. A dare conferma dell’avvistamento di un esemplare in Val Pusteria, in provincia di Bolzano, sono state non solo le foto-trappole che ne hanno fissato l’immagine ma anche alcune tracce, non ultime i tronchi d’albero segnati nel modo inconfondibile da questi roditori. A dire il vero nel 2018 un esemplare di castoro europeo (castor fiber) era stato visto in provincia di Udine, al confine con la Slovenia ma su quell’incontro qualcuno aveva mosso dei dubbi. Adesso le notizie che arrivano dalla Val Pusteria portano le prove di quello che da quel giorno era la speranza non solo degli ambientalisti ma anche di tutto l’ambiente scientifico.

La Val Pusteria

Comune abitante di gran parte dell’Europa centrale e settentrionale fino a quattro secoli fa, la caccia indiscriminata ne ha provocato la scomparsa dall’areale originario. Il castoro è un animale ecologicamente fondamentale, una specie in grado da solo di modificare il corso dei torrenti e di creare nuove zone umide.
Ma un’altra notizia importante dal punto di vista ecologico-ambientale è quella sulla lontra (lutra lutra). Ed anche in questo caso si tratta di una conferma. Scomparsa ormai da anni in gran parte del territorio italiano, qualche piccolo nucleo era riuscito a sopravvivere in luoghi nascosti e puliti, soprattutto nelle zone meridionali degli Appennini.

La lontra

Adesso una piccola popolazione di lontre, una decina di animali in tutto, vengono segnalati nelle Alpi Marittime a ridosso della Liguria e più precisamente nelle valli Roya e Bevera, al confine con la Francia. Per i ricercatori più ottimisti potremmo trovarci di fronte ad una ricolonizzazione delle Alpi occidentali. Da queste parti l’ultimo esemplare di lontra venne osservato più di 30 anni fa. Poi la devastazione del suo habitat – la lontra è una specie ittiofaga legata indissolubilmente all’acqua – con gli interventi distruttivi su torrenti e fiumi, l’inquinamento e l’urbanizzazione del territorio, ne hanno decretato la scomparsa da gran parte del territorio italico. Probabilmente, e fortunatamente, alcune colonie sono riuscite a insediarsi i luoghi tranquilli non raggiunti dalla contaminazione umana e a proseguire nella loro precaria esistenza.
Il ritorno del castoro e della lontra in Italia ci fa ben sperare. Ma per far sì che si possano insediare senza più il rischio di una seconda scomparsa occorre una gestione del territorio basata sulla conoscenza e sul rispetto delle vita. Il futuro del mondo è legato alla biodiversità. I nostri territori, violentati e avvelenati, devono essere finalmente tutelati, come devono essere tutelati gli animali che ci vivono.

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