//Sirente-Velino, tagli al parco naturale

Sirente-Velino, tagli al parco naturale

di | 2020-07-25T17:58:02+02:00 26-7-2020 7:05|Controluce|0 Commenti

Merito dell’estate, merito della quarantena che ci ha rinchiusi in casa per tre mesi di seguito e ci ha fatto rimpiangere il piacere del contatto con la natura: è salita la voglia di una vacanza in montagna, nel silenzio delle verdi cime, nel gorgogliare dei torrenti che limpidi scendono a valle e nella devota osservazione di animali che corrono liberi tra prati e fitti boschi.
Che vuol dire che tra la gente italica è cresciuto il rispetto per un ambiente naturale sano e duraturo, è aumentata la voglia di viverci a contatto? Forse sì ma se da una parte si afferma l’aspirazione per un mondo migliore dall’altra siamo costretti a scontrarci con le intenzione di chi – in genere sono politici e amministratori pubblici che non fanno gli interessi dei cittadini che rappresentano – agisce attaccando e distruggendo quel patrimonio ambientale che a parole tutti giurano di voler difendere.
Adesso tra le tante emergenze che assillano l’Italia c’è quella che riguarda il parco naturalistico del Sirente-Velino, i due massicci montuosi tutelati dall’unico Parco regionale abruzzese che nel 2019 ha festeggiato i trent’anni di vita. Un’area protetta a pochi chilometri dalle principali città dell’Abruzzo e da Roma, che si estende per oltre 56.000 ettari, dov’è stato reintrodotto con successo il camoscio, dove cervi, lupi e grifoni godono di buona salute, dove l’orso si affaccia con sempre maggiore frequenza. E dove il turismo si mostra come una garanzia di sviluppo.
Nel giugno scorso la Giunta regionale abruzzese guidata da Marco Marsilio (nella foto a sinistra) ha annunciato un provvedimento che a breve sarà discusso in consiglio regionale: “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente-Velino, e revisione dei confini”. Il documento parla di rivedere il funzionamento del Parco e di una sua nuova governance, per usare una parola oggi di moda. Il punto centrale, però, è la riperimetrazione dell’area protetta, che dovrà cedere 8.000 ettari, ovvero il 14% della superficie complessiva.
Gran parte del taglio previsto è nella valle dell’Aterno, a bassa quota, dove il rischio persistente è la caccia. Tagli al perimetro del Parco sono previsti anche sull’altopiano delle Rocche, il cuore turistico dell’area protetta.
All’attuale situazione di pericolo per il Parco contribuisce anche il lungo abbandono istituzionale che nella sua breve storia è stato commissariato più volte, che dispone di un personale ridotto all’osso, che non ha ancora un Piano e che ha sempre ricevuto dei finanziamenti molto inferiori a quelli dei Parchi nazionali vicini.
Gli ambientalisti insorgono. Wwf, Lipu, Italia Nostra, Ente nazionale protezione Animali, Federtrek e Cai chiedono alla Regione Abruzzo “un ripensamento sulla decisione miope di tagliare il perimetro del Parco regionale Sirente Velino”. E hanno lanciato una petizione online contro la riperimetrazione del parco che in 10 giorni ha già superato le 11 mila firme. “L’Abruzzo è conosciuto per la sua natura protetta e ben conservata – affermano gli ambientalisti – le persone chiedono che questa natura non venga compromessa da scelte politiche che appartengono al passato. E concludono: “La Giunta Marsilio non perda l’occasione per cambiare rotta e per iniziare un percorso di rilancio del Parco Sirente-Velino. E’ paradossale che proprio l’Abruzzo, la Regione delle aree protette, vada a compromettere il suo unico Parco regionale invece di farne un modello da seguire e un esempio di buone pratiche. Si punti a una gestione innovativa, basata sulla conservazione e sul dialogo con le comunità locali”.

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