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1918-2018: la Grande Guerra, 100 anni dopo

di | 2018-11-02T13:08:07+01:00 4-11-2018 6:35|Cultura, Sezione 8|0 Commenti

PALERMO – Anche Palermo ha ricordato con alcune iniziative il centenario della fine della prima guerra mondiale. Dal 4 al 13 ottobre, nella chiesa di san Giacomo dei Militari, che si trova all’interno della caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, la mostra “La grande guerra dei Carabinieri”, curata in collaborazione con il museo storico del Comando generale dell’arma dei Carabinieri: ventidue pannelli illustrativi hanno raccontato il contributo fornito dai militari allo sforzo bellico del paese nel corso del primo conflitto mondiale.

Rimarrà in esposizione fino all’11 novembre invece la mostra promossa dal Comando Militare dell’Esercito: “La Grande Guerra attraverso gli occhi e gli scritti di siciliani“, visibile  nei locali dell’ex Centro Operativo della Regione Militare della Sicilia, all’interno della Cavallerizza del Palazzo Reale. L’esposizione – che fa parte del cartellone ufficiale di Palermo Capitale italiana della Cultura 2018 – comprende lettere dei soldati dal fronte concesse dalla Società Siciliana per la Storia Patria e dal Museo del Comune di Sutera, fotografie e scritti di guerra provenienti dalla collezione Castrovinci e pannelli illustrativi che ritraggono il ruolo della Sicilia nella Grande Guerra.

“Nel novero delle iniziative promosse dalla Forza Armata per commemorare il Centenario della fine della Prima Guerra mondiale – sottolinea il generale di brigata Claudio Minghetti – abbiamo voluto inquadrare l’argomento con l’ottica locale, quella dei siciliani. La storia ci insegna che la Sicilia ha pagato un altissimo tributo di sangue, con caduti, mutilati, invalidi ed anche eroi; non solo: ha ospitato, proprio perché lontana dal fronte, migliaia di profughi delle terre irredenti e di prigionieri di guerra delle diverse nazioni che allora facevano parte dell’Impero Austro-Ungarico. Ecco perché intendiamo evidenziare l’altissima valenza della testimonianza dei siciliani e rinvigorire la memoria nei giovani siciliani di oggi”.

Ai giovani siciliani di oggi, che forse hanno perso a Caporetto o sul Piave i loro bisnonni,  bisognerebbe anche far vedere le toccanti pellicole di Olmi e di Francesco Rosi e farli riflettere sulla guerra – definita “inutile strage” dall’allora pontefice Benedetto XV – con i versi del poeta/soldato Giuseppe Ungaretti: “Di che reggimento siete fratelli?/Parola tremante nella notte/Foglia appena nata/Nell’aria spasimante/ involontaria rivolta/dell’uomo presente alla sua fragilità/Fratelli”.

Maria D’Asaro

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